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Tecnologia a portata di mano

Appena approdato alla stazione X in attesa di prendere il treno per Y. Ho una mezz'ora buona da far passare. Non mi piace molto girare per questa stazione in cui lo sfarzo stride con la miseria di gente che è qui in Italia di passaggio o semplicemente gente messa in ginocchio dalla crisi economica, ormai da sempre imperante, appunto dentro e fuori da questa stazione di una località turistica e lacustre. Non sono più belle come una volta le stazioni ferroviarie e a dire il vero niente è più bello come un tempo. Nemmeno io sono più quello di un tempo. La gente direbbe che sono diventato grande invece io mi sento diventato, improvvisamente, vecchio.

Nemmeno i cessi di questa stazione, come del resto tutti gli altri, sono più quelli di una volta. Una volta nel cesso per gli uomini delle stazioni dei treni ci trovavi un vero e proprio mondo, certo a volte si trattava di un mondo sporco, perverso, estremo, volgare, eppure mi era sempre sembrato così vero. Si esibivano non solo uccelli ma anche vere e proprie voglie, desideri, e frustrazioni e brutture, ovvero tutte quelle cose che fanno la vita così per come è.

Da un po' di tempo a questa parte invece c'è questa tendenza a ristabilire una sorta di decoro perduto, di ridurre ancora di più, se possibile, le "tradizioni frocie" ben radicate ma anche parecchio malviste. Le hanno studiate tutte per impedirci di frequentare i nostri luoghi di incontro preferiti, noi che non davamo fastidio a nessuno che ci riconosciamo tra noi a colpo d'occhio, o meglio d'occhiolino, e che gli etero, a meno che non lo vogliano anche loro, li lasciamo in pace, a pisciare per i cazzi loro e via. Così hanno fatto la loro brava apparizione in pompa magna una gamma indescrivibile e speciale di telecamere sofisticate; numero di cessi ridotti all'osso, o bagni senza serrature.

Eppure... eppure stasera, in questo cesso, in questa stazione, c'è... c'è un giovane uomo, bello, elegante, invitante che me lo fa vedere. La cosa che mi piace di più è che un giapponese, un giapponese, per di più, che contro ogni previsione è pure piuttosto ben dotato! Mi piacciono gli asiatici, soprattutto quelli belli, con gli occhi a mandorla e gli zigomi perfetti, così raffinati!

Entro nel bugigattolo con lui. Non penso a niente. I miei sensi non registrano più nulla, né immagini né odori. Mi concentro su quel pezzo di carne scoprendo che ne avevo una voglia incredibile, insaziabile. Parto subito di bocca. Divento improvvisamente cieco, letteralmente cieco. Fingo di non vedere che mentre io glielo prendo avidamente in bocca lui sta smanettando con il suo smartphone. Mi dico semplicemente che lui è nipponico e quindi è normale che abbia sempre la tecnologia a portata di mano.

Del resto io sono così preso dalla mia voglia atavica, da questa mia bestialità esplosa in modoPOST http://www. poesieracconti. it/salva. php HTTP/1. 1
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Cook

 

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1 commenti:

  • silvia leuzzi il 26/09/2016 18:51
    lo hai corretto o sbaglio? fila liscio come l'olio grande

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