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Mattinata

La mattinata si prospettava splendida; e non solo meteorologicamente.
Le ragazze erano a scuola, era il giorno di libertà della governante e Olga era uscita per le spese con Irina.
Fece colazione velocemente, appoggiò la tazza e il samovar sull'acquaio e andò subito nello studio.
Appena si ero svegliato aveva iniziato a pensare alla relazione che doveva scrivere per la cerimonia di chiusura dell'anno accademico e non riusciva a pensare ad altro.
Era stato promosso di ruolo da pochi mesi e, quando il Rettore gli aveva comunicato che sarebbe stato lui a pronunciare il discorso di fine anno, era rimasto basito.
Si sedette alla scrivania, prese dalla borsa il fascicolo degli appunti e aprì il cassetto per prendere gli occhiali; gli occhiali non c'erano.
- Come al solito li ho lasciati sul comodino.- si disse andando in camera.
Sul comodino non c'erano, non erano nel cassetto, non erano neanche sul comò.
- Calma, ricostruiamo gli spostamenti; ieri sera, prima di dormire, ho letto la Pravda e quindi li avevo, stamani devo averli portati in bagno.-
Non erano in bagno, non erano in cucina, non erano in salotto e nemmeno accanto al telefono nell'ingresso.
- Sereno, vediamo se mi sono caduti in camera.-
Tornato in camera si inginocchiò sullo scendiletto facendosi luce con il lume del comodino; trovò una moneta da mezzo Rublo e un lapis spuntato ma niente occhiali.
Rifece allora con più attenzione il giro di tutti i luoghi possibili estendendo la ricerca anche alla camera delle ragazze e alla stanza degli armadi; niente.
Tornò a sedersi alla scrivania e cercò nella borsa anche se ero convinto che non potevano esserci; cercò nuovamente nel cassetto con identico risultato.
Gli unici occhiali che erano presenti sulla scrivania erano quelli di Olga, presbite, mentre lui è miope; li provò comunque ma ebbe quasi uno stordimento.
Nel cassetto trovò una lente di ingrandimento e provò a lavorare con quella ma dopo poche parole si si rese conto che non sarebbe arrivato da nessuna parte.
I vicini di casa non portavano occhiali, il negozio di Ottica era all'altro capo della città; si sentiva impotente.
Olga certamente lo avrebbe aiutato nella ricerca degli occhiali ma sarebbe arrivata solo in tarda mattinata e lui avrebbe potuto scrivere il discorso soltanto nel pomeriggio.
Non era una tragedia ma si era organizzato per avere il pomeriggio a disposizione per le rifiniture e per la memorizzazione; niente andava secondo i suoi piani.
Riflettendo si ricordò che, durante un consiglio di istituto aveva prestato i suoi occhiali al suo amico e collega Anton; decise di telefonargli anche perché abitava nello stesso isolato.

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 11/12/2016 12:06
    UNA PIACEVOLE SEQUELA MAGISTRALMENTE COSTRUTTA.
    LIETA GIORNATA, MARCELLO.
    *****

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