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Una cena in pizzeria

Ho deciso, dopo qualche titubanza, di andare in pizzeria con due compagni d'eccezione, la Fortuna e il Destino. Ho una voglia esagerata di una bella capricciosa senza uova. L'uovo nella capricciosa proprio non mi va giù. Lei, la Fortuna, si presenta con un abito bianco e un filo di perle, i capelli biondi e frisè, un paio di occhiali di Gucci e le dita ornate da vistosi anelli d'oro. Ai piedi un paio di sandali dorati alla schiava. Lui, un omino che ricorda Polanski ne "L'inquilino del terzo piano", abito grigio e aspetto anonimo di uno che la sa lunga.

Dopo i soliti convenevoli, riconoscendo di avere una certa fame, ordiniamo le pizze accompagnate da un invitante antipasto di patatine. La donna sceglie una margherita arricchita da scaglie di tartufo nero, lui, il Destino prenderà una capricciosa con doppio uovo, asserendo di adorare le uova sode in tutte le salse: sulla pizza, come contorno dei secondi, come dessert, al posto della frutta. Mi colpisce la vorace loquacità della bionda, parlando del più e del meno, finiamo col discutere animatamente sul fatto che non le sono mai stato simpatico. Lei insiste, dice di adorarmi, e io di getto rispondo: <No e no... tu non mi sei stata accanto, quando ti ho cercato, non ci sei mai stata!>

In tutto questo tempo, l'omino ascoltava in silenzio, asserendo ora all'una ora all'altro. Ad un certo punto si alzò dalla sedia e si allontanò per qualche minuto, probabilmente per un bisogno di andare alla toilette, poi ritornò con in mano un vassoio d'argento colmo di pasticcini. Mi resi conto di aver esagerato con la Fortuna, non avevo nessuna intenzione di frignare, ma l'ho fatto. Dopo essersi ingozzata di pasticcini, mi disse che ero uno stupido e io ammisi le mie colpe. Le sue mani erano accoglienti, non avrei voluto distogliere lo sguardo. Era una donna buona la Fortuna, si vedeva dai suoi occhi, ora aveva proprio finito di mangiare, satolla. Il Destino, anche lui si alzò e mi propose di andare a fumare una sigaretta all'aperto. <Andiamo>, propose... e io lo seguii all'esterno. Era notte, una notte di quelle dolci, senza un filo di vento, sembrava generata da un genio benevolo. Fumammo senza parlare, si sentiva solo il vociare affannato provenire dall'interno della pizzeria.

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Antonio Tanelli il 17/12/2016 10:39
    Assolutamente godibile. bravo 😃👏🏻
  • Rocco Michele LETTINI il 16/12/2016 17:20
    Un pizzaiolo attento alla naturalezza degli ingredienti... per non soffrir di collaterali effetti.
    Encomiabile seguitato, Vincenzo.
    Lieto fine settimana.
    *****

1 commenti:

  • silvia leuzzi il 16/12/2016 11:19
    una pizza davvero interessante Vincent, la prossima volta fammi uno squillo che vengo anche io. ahahhah Ciao amico

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