PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Che meraviglia il Natale!

la nostra celebrazione del Natale avviene in modo del tutto arzigogolato, se ci pensate bene, mentre ci si ingozza di leccornie troppo costose per essere consuete, quando il Cristo nasce, in quel momento, il Salvatore dell'Umanità, tra i muschi alti e gli aliti dolci degli angeli che intonano il Gloria Patri dalle vette dei loro privilegi. vi è un vizio di sostanza nello scambio dei regali e nei gargantueschi addobbi con cui abbelliamo il nostro appartamento. vi è, a Natale, la sacra ipocrisia di chi mangia una bistecca di manzo e poi punta il dito all'ingiustizia, nella lotta buona e giusta del diritto alla vita animale. Comunque è la festa più attesa dell'anno e ieri, quando nel primo pomeriggio sono sceso in centro per fare compagnia a un'amica, ne ho avuto la conferma. i negozi scoppiavano di trippe umane, tutti perfetti nei loro costosi abitini della domenica, ma non vi era gioia nei loro occhi, ho visto soltanto la scoppiettante, cinica e irrazionale frenesia della corsa all'acquisto, ch'era ancora più accentuata dal ritardo e dal rischio di non sfangarla nella scelta del regalo perfetto. non per essere banale, ma l'Uomo Moderno lo si svela a Natale, con quella febbre tipica che, dalla caduta ingloriosa del baratto, ha coperto ogni centimetro della sua vita di rabbie e terrori mortiferi.
ora, la mia notte di Natale è stata la notte di Natale di chi non porta più pazienza. che ci volete fare, il lardo brucia sotto la fiamma del disgusto, voglio dire, ho dormito dalle nove all'una, e ho mangiato alle tre, spaghetti allo scoglio con bottarga di tonno sarda. non che io abbia scelto a priori di mangiare gli spaghetti allo scoglio (così crollerebbe tutto il discorso precedente), ma mia madre, quella santa donna, aveva cucinato questo e c'era rimasto solo questo, perciò questo ho mangiato. all'una il mio cane ha grattato la porta (così mi sono svegliato), impaurito dai botti, che qualche imbecille rimasto al'76, aveva fatto scoppiare, e io mi sono alzato, ho bevuto una birra, ho fumato qualche sigaretta, ho mangiato, ho guardato 'La rivincita di Natale' sul 5, ho letto qualche pagina di 'Frammenti di un topo morto' (libro scritto da un mio amico) e sono ri-andato a dormire. poi mi sono svegliato e ho scritto questo, mentre tutto il quartiere e tutta la città ancora dorme, con gli scampi e i calamari che gli ribollono in pancia, dopo aver riso e bevuto di gusto con gente della quale avranno poi detto peste e corna non appena tornati a casa. il Natale è una cosa purissima. ah, che meraviglia il Natale!

 

0
2 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

2 commenti:

  • frivolous b. il 29/12/2016 09:45
    Ahahahhah!!! Mai riso tanto di gusto! Un cinismo crudele a appuntito il tuo, ma che, appunto, almeno fa ridere!
  • silvia leuzzi il 25/12/2016 22:56
    Caro Ferdinando il Natale è una festa religiosa che il consumismo ha reso ancora più assurda.

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0