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Buon 2017

Non penso di avere un senso del possesso molto spiccato. Non come gli altri. Le mie cose non sono mie, non sono miei i miei vestiti, nè la mia macchina. Solo il mio corpo è mio, quel che sento avvenire all'interno quando non mi vedo dall'esterno. Sì, perchè qualche volta, una specie di alter ego sembra staccarsi e osservare un corpo in movimento o immobile nel sonno. Quando avviene il "distacco", nemmeno il corpo mi appartiene, è tutto un rifluire e confluire di cose, il concetto di possesso e di proprietà perdono di significato.


Una persona mi appartiene quando cade nel mio campo gravitazionale, io appartengo a quella persona se cado sul suo campo gravitazionale, per tutto il tempo. L'amore è appartenenza. Il possesso allora è un fatto mentale, di anima, in senso lato? Più che altro è un fatto temporale, oserei dire. Per un certo lasso temporale, possiedo qualcosa. Ci sono momenti in cui noi possediamo il mare oppure il mare ci possiede. Altre volte è l'ombra a impossessarsi dell'anima, anche del corpo ma mai il contrario. Ci sono entità che non riusciremo mai a possedere. Il mare sì, l'ombra giammai.


Capire e possedere sono due facce di una stessa moneta: se riuscirete a capire una persona, le forze e i movimenti che agitano il suo interno, sarà più facile possederla o sfuggire al suo campo gravitazionale. Vi siete mai chiesti perchè i cani riescano a possedere i loro "padroni"? Ebbene, perchè riescono a farsi capire meglio degli uomini... e così il "padrone" diverrà il posseduto del suo cagnolino, o del suo cagnone.


Un altro concetto da non sottovalutare è questo: sarà molto più facile capire "l'altro" che non se stessi... perchè? Perchè il giudizio su noi stessi è sempre influenzato da fattori "interni", noi siamo troppo stronzi, se mi posso concedere una piccola libertà verbale, per guardarci dentro con un microscopio accurato e imparziale. Comunque, non crediate che capire l'altro sia un affare tanto semplice: per capire l'altro bisognerà valutare tutta una serie di variabili, gli occhi sono lo specchio dell'anima. Io aggiungerei: gli occhi sono lo specchio dei disturbi dell'anima, delle sue malattie. Ma ciò non significa che riflettano la vera essenza della persona in oggetto. La vera essenza è un insieme di fattori che comprendono l'aura, la forza, il carattere, il modo di reagire alle avversità e ai colpi di fortuna, la permeabilità eccetera. La comprensione dell'altro sarà sempre concentrata in un attimo fuggente e quando avverrà comprenderemo anche una parte di noi.


Buon 2017.

 

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 29/12/2016 12:31
    RIFLESSIONI DILIGENTEMENTE SEGUITATE.
    LIETO 2017, VINCENZO.
    *****
  • frivolous b. il 29/12/2016 09:38
    Il titolo trae in inganno... tutto qui tra in inganno... un inganno filosofico ordito con somma sapienza e bravura... applausi per Vincent!!!

0 commenti:


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