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Alfabeto

Andando a ritroso nel tempo, la mia mano rimpicciolisce fino a scomparire. Bambini che nasceranno, in attesa del loro turno.


Canzoni d'amore che fanno ancora bene al cuore, noi stanchi ma contenti...


Da quando cerco una mano? non lo so... Era il lontano 1971 e cominciavo a cantare l'inno nazionale. Francamente me ne infischio. Goliardie e tenerezze.


Hai visto e hai sentito? Io voglio questo mondo solo per il gusto della conquista. Lo spettro dell'insoddisfazione è sempre a un passo da noi. Mirabile impresa!


Non voglio essere il nano che fa ridere le folle. Oh vita squisita, oh ipocrita nave! Partiamo verso lidi di follia prima che il tempo ci stanchi oltre.


Quando sarai simile al giunco, ti perderai ancora e ancora. Ridi?
Stasera non farà buio, te lo prometto. Troppe volte ho promesso e non ho deciso.


Una pianta crescerà al sole e al vento, con la pioggia e con la neve. Verranno giorni pungenti e si sopporteranno. L'ultima è la lettera Z.

 

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3 recensioni:

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  • Francesco Andrea Maiello il 13/01/2017 05:45
    E c'è l'attualità anche dell'alfabeto se... l'ultima lettera della vita è la z (zizzania) mentre la prima lettera è la a... amore!
  • frivolous b. il 12/01/2017 10:51
    È così maledettamente attuale!
  • Rocco Michele LETTINI il 11/01/2017 08:57
    SEMPRE ORIGINALI ED INTERESSANTI CONSIDERAZIONI LETTERARIE.
    LIETA GIORNATA.
    *****

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