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Il pensiero insonne, 1a parte (L'abc della vita)

Risvegliandomi alle prime luci dell'alba, in prolungata e sofferente sua attesa, fresco come una rosa (si fa tanto per dire), annegato poco prima in assurdi pensieri di una notte insonne, agitata con sogni, alla scoperta dei misteri della vita, proiettato così verso orizzonti infiniti con spazio e con tempo, mi ritrovai, infine, da solo nell'eternità. Vagavo alla ricerca di amori perduti da tempo e di amori presenti, ma da me lontani per errori di una vita che mi castiga isolato in una stanza con pareti di amori, dove è solo un ricordo che la notte si riposa senza pensieri... e conseguenti scritture, ispirate soltanto da una mente eccitata in preda, purtroppo, a catastrofico protagonismo sotto costante minaccia di ritrovarsi per davvero da sola, umiliata ed afflitta, nel tenebroso precipizio dell'umana vanagloria, coinvolgendo affetti familiari in ansia crescente per le sue insonni scritture notturne.

Si avvicina il Natale e, come da anni ormai mi capita, specie in ricorrenza di sacre festività, lo stare lontano dai miei figli, in questa asfissiante solitudine, mi sollecita un improvviso impulso di prendere carta e penna (strano effetto per uno che si impantanava nei compiti di italiano) e trova adesso compagnia in questa sofferta scrittura per dialogare con quella presenza vitale dei miei tre figli che tanto mi mancano.
Questo scrivere vuole essere un modo per inviar loro un messaggio di una certa rilevanza, che metta una toppa alla mia allucinante, forzata assenza di padre.
La vita d'oggi è molto difficile e noi genitori dobbiamo essere gelosi custodi di un dono d'amore tanto agognato, perché le insidie presenti dei tempi correnti, se la sorte ti arride, te lo fan ritrovare con la pelle deturpata da oscuri geroglifici e con aggeggi metallici ovunque infiltrati.
Con la notte insonne (da poco passata) la memoria traballa, per cui non ricordo più se a Natale o a Pasqua mettevamo la letterina d'auguri sotto il piatto di un sorpreso papà.
Per come sono andate le cose (assurda pazzia il mio abbandono) e per chiedervi scusa, in questo Natale qualcosa per voi mi inventerò, ma voglio solo ricordarvi che vostro padre è colpevole di aver sempre dato oltre ogni umano limite e adesso si ritrova con una mente precaria, ricco come al solito di sola spiritualità.
Tutta la sua materia fu usata per svariate falle, ma neanche i beneficiari più lo riconoscono, anzi gli irritano la mente, già in cattivo stato, con l'assurda accusa di pessima gestione delle sue fortune, identificando l'amore proprio con la materialità.
Povero me, da sempre fuori strada e in costante apprensione per le altrui difficoltà, invece di bearmi nel mio eden domestico dove era anche sbocciato un fulgido trifoglio! Chissà se in un'altra vita una così intensa gioia mai più si proverà.

Con la materia, ahimè, andata (errore che rifarei!) e la mente surriscaldata per problemi ingravescenti, miei cari figli, a cui ho donato tutto me stesso, il vostro abbandono, all'epoca, di certo fu solo il male minore.

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 02/03/2017 08:26
    Col Divino nel cuore ogni rimorso trova perdono...
    Un periodo di chiusa che encomia tutto il mutato stato d'animo:
    un'alba di sole e' nata.
    Mirabile quanto scorrevole racconto.
    Serena giornata, Francesco.

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