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GIULIA 1 Presentazione parte I

ATTENZIONE Quella che segue è una storia molto triste, molto amara e dolorosa, ha un motivo di esistere ma è davvero molto sofferta.


Giulia ha 15 anni, o meglio li aveva; ma è il caso di cominciare dall’inizio.

È nata da una famiglia medioborghese, a Latina, primogenita a lungo attesa e desiderata; perché i genitori aspettavano di “sistemarsi” per bene, sia col lavoro, che
con la casa, comprata in cooperativa, con un mutuo ventennale, che pareva non dovessero mai finire i lavori di rifinitura;
infine venne il bel momento, tutti i rituali del caso, parenti, amici e colleghi, prima in clinica a complimentarsi con la puerpera, poi a casa a festeggiare il battesimo.

Insomma tutto normale, tutto usuale, tutto monotono perfino!

Ma Giulia non era né monotona, né usuale, né tantomeno normale, nel senso che fin dai primi mesi di vita aveva manifestato un dono ed un difetto genetico.

Il dono era l’empatia con qualsiasi tipo di animale; sia che stesse nel passeggino portata in giro dalla mamma, o nel girello nel cortile del parco, oppure ospite coi genitori a casa di qualche amico di famiglia;
ovunque ci fossero in giro cani, gatti, coniglietti, criceti o chissà quale altro piccolo amico peloso o pennuto, immancabilmente l’animale di turno, si, letteralmente, innamorava della piccola Giulia.

Le prime volte queste manifestazioni di adorazione venivano fraintese dagli adulti presenti, poi, con il ripetersi ossessivo di tali fatti, tutti cominciarono a capire, a scoprire che davvero, non c’era animale, il quale non mostrasse languore e sottomissione con la bimba, la quale, del resto, sembrava dare per scontato che un alano grosso almeno quattro volte più di lei, si acquattasse ai suoi piedi e la fissasse con evidente amore; o che un gatto notoriamente noto per la sua alterigia strusciasse la sua testa vicino i suoi piedini per meritarsi una carezza.

continua...

 

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11 commenti:

  • Ada FIRINO il 23/05/2008 12:21
    Mio piace il tuo modo di scrivere, scorrevole, "leggero" e "profondo". Questo è un argomento molto toccante. Per alcuni anni ho seguito, presso una casa di riposo per anziani, una coppia di ciechi che si amavano con tenerezza ammirevole e che affrontavano la loro malattia con grande dignità. Leggevo di tutto, dalla poesia al giornale locale, dai libri ad argomenti di attualità, fino agli scritti sul calendario di Padre Indovino che lui amava in particolare. Aveva sete di tutto e la sua stretta di mano, in segno di ringraziamento, per me, era tutto. Bravo Gigi!
  • lupoalato maria cannavacciuolo il 08/04/2008 21:04
    leggerò anche i seguiti...
  • Maria Lupo il 22/10/2007 20:31
    Mi pare di averlo già votato e commentato tutto, nell'ultima parte... o sbaglio? controllerò.
  • Anonimo il 29/09/2007 21:35
    Ciao Gigi ecco oggi leggo uno dei tuoi racconti, questo l'inizio già mi piace, sarà perchè anche io amo gli animali. Vado alla prossima puntata,
  • simona bertocchi il 27/05/2007 16:12
    Ciao Luigi, come promesso inizio la lettura di questo racconto con la certezza che alla fine sarà un po' più ricca dentro e saprò riconoscere e (spero) evitare il superfluo. Simona
  • Anonimo il 24/05/2007 15:27
    Ciao...è inevitabilmente il preambolo di una tragedia... scorre veloce e chiario... voto : 10... sono curiosa di continuare... vado...
  • laura ruzickova il 22/05/2007 06:37
    L'incipit ( parlo di - Giulia ha... ) è crudo, inequivocabile.
    Il seguito è scritto con coraggio, e con poesia e amore per la vita, nonostante la disgrazia già annunciata. Se continui così, non c'è rischio che tu cada nel patetico, nel fumettone.
    La vita è fatta anche di disgrazie, e di morte. Così è fatta anche la scrittura.
    Mi piace. Aspetto il seguito. Voto 10

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