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Data pubblicazione 25/05/2007       Numero di letture 989 letture     Commenti ricevuti 16 commenti     Su Facebook     Su twitter
Autore: marco moretti
14 voti

mi chiamo Giuseppe

Mi chiamo Giuseppe, ho 99 anni, essendo nato nel 1907 tra poco arriverò al secolo, ultimo traguardo che mi resta nella vita. Dove mi trovo? Boh, non ricordo, ricordo solo di essere stato per la strada, ad aspettare un’ambulanza che mi portasse soccorso; oddio, non che stessi poi così male, anzi… io mi sentivo benone, solo che anni fa mi hanno impiantato un catetere, non mi ricordo più per quale motivo, ma alla mia età perdonerete se non ho la mente lucidissima nei ricordi. So soltanto che ogni tanto devo farmi portare in ospedale per sbloccare non so neanche io quale valvolina. Tutto è cominciato quella volta che Teresa non è potuta venire a cambiare e pulire l’impianto (io ormai il catetere lo chiamo familiarmente “l’impianto”) per un impegno preso in precedenza. Chi è Teresa? Ma lo sanno tutti, è la dottoressa, infermiera, governante, assistente sociale, amica, psicologa di tutti noi vecchi in questa piccolissima frazione di questo piccolissimo paese, non ha mai studiato, ma se c’è bisogno sicuramente chiamiamo lei piuttosto che qualche “scienziato” che ci ruba la pensione solo perché riesce a mettere in fila tutti quei minacciosi paroloni. Insomma, stavo già perdendo il filo, tutto è iniziato quel giorno che lei non è potuta venire, le dissi “fa niente, verrai domani” e la notte mi svegliai con l’impianto bloccato e una forte necessità di urinare. Fu allora che mi ricordai di quel biglietto che la Terre mi aveva messo sulla credenza, con tutti i numeri da chiamare se avessi avuto bisogno d’aiuto, guardai bene e vidi che in caso di malori o infortuni bisognava comporre il 118 sul telefono, esitai un attimo prima di chiamare, io non ero infortunato e se si toglie il male alla vescica non avevo malori, ma sul biglietto ci stava scritto chiamata gratuita, quindi, che mi costava? Chiamai e mi rispose una donna che con molta gentilezza mi chiese un sacco di cose, anche personali, finché mi disse che avrebbe mandato una squadra a risolvere il problema.
Una squadra? Bastava una persona, la Terre mica viene con i rinforzi. Per facilitare questa squadra a trovarmi decisi di portarmi in strada, appoggiandomi al bastone di ulivo, che ormai mi accompagna da quasi 30 anni. Arrivò un’ambulanza, scesero 3 persone, e la prima cosa che mi colpì fu la gentilezza di una ragazza nel farmi salire con loro a bordo. Durante il tragitto verso l’ospedale furono tutti molto partecipi dei miei problemi. Forse fu perché essendo tutti molto giovani avrei potuto essere il loro bisnonno, all’epoca avevo 95 anni, o forse perché in fondo anche per loro è un sollievo poter portare qualcuno che non sta proprio male. Fatto sta che mi hanno anche aspettato in ospedale e riportato a casa, anche se mi hanno più volte spiegato che lo avrebbero fatto solo quella volta, ché il regolamento impone di lasciare lì la persona e tornare in sede. Poi quella ragazza mi ha dato un bacino e mi ha augurato la buonanotte, che carina…
Da allora non si contano le volte che con qualche scusa non mi sono fatto trovare a casa dalla Terre nei giorni del cambio all’impianto, e non si contano le volte che mi svegliavo in piena notte con un fastidio acuto e la voglia di urinare. Chiamavo il 118 e arrivava “la squadra”, solo che da quella remota prima volta la ragazza giovane, gentile e carina l’ho vista raramente, sono arrivati ragazzi, adulti, persino anziani, donne belle e brutte, ma lei si faceva desiderare, si e no 1 volta ogni 2 mesi potevo avere il suo sorriso tutto per me. Non che gli altri mi trattassero male, anzi, però lei mi dava il bacino, si informava e volentieri parlavo con lei dei miei problemi, mica come quello che una notte non ha trovato di meglio da chiedermi se non avessi una famiglia, io che da 40 anni ho chiuso ogni rapporto con tutti i miei parenti, o quell’altro che una notte mi ha fatto prendere uno spavento… è riuscito a picchiare con il fianco dell’ambulanza contro il parapetto della strada e la volta dopo faceva pure lo spiritoso pensando che fossi un vecchio rincoglionito che non l’aveva riconosciuto. Sarò anche vecchio, con poca memoria, ma uno che guida da cani me lo ricordo sicuro!
Insomma, ora qualcosa ricordo, anche stanotte l’ho vista, purtroppo non è stata con me a far 2 chiacchiere nel tragitto, era davanti a guidare, mi ha detto che avendo preso l’abilitazione alla guida ora è lei a portare gli altri, però io ci sono rimasto male, e quel poco che ricordo ora, è che al pronto soccorso ero già pronto per la sostituzione della valvolina, lei mi aveva già schiacciato l’occhiolino dicendomi di star tranquillo, che mi avrebbe riportato a casa, ma l’infermiera del pronto soccorso le ha detto di andare perché mi avrebbero trattenuto, c’era un’infezione non so neanche io dove, e domani con calma l’avrebbero ripulita.
Ecco i miei ricordi si fermano qua, a tratti sentivo delle voci concitate intorno a me, non capivo quello che stava succedendo, ora mi ricordo solo che mi chiamo Giuseppe ho, anzi avevo, 99 anni 11 mesi 29 giorni…

 




16 commenti:

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  • Rocco Burtone il 25/06/2009 14:50     [segnala un abuso]
    Molto bello. Togli però l'accento al Fa.
  • marina fedele il 28/02/2009 16:39     [segnala un abuso]
    mi è piaciuto molto, oltre al personaggio, anche la pulizia e chiarezza del linguaggio la fanno da padrone. bravo.
  • floriana bianchi il 28/12/2008 18:35     [segnala un abuso]
    ho solo aggiunto l'ultima stella...
    spero solo di rileggere gigi...
  • Giovanni De Lombardis il 25/11/2008 11:09     [segnala un abuso]
    BU BU BU BU...
  • Wester Auxano il 26/08/2008 08:20     [segnala un abuso]
    Molto tenera... forse agghiacciante, nella verità che dischiude... bravo.. a presto...
  • EKIPS _ il 17/06/2008 01:53     [segnala un abuso]
    Complimenti. Gradevole e profonda.
    Un saluto.
  • Alessio Cerciello il 14/11/2007 01:54     [segnala un abuso]
    Complimenti io l'ho trovata anche divertente all'inizio cmq 10...
  • bruco felice il 20/09/2007 10:37     [segnala un abuso]
    hai davvero cento anni! ma sei bravo col computer
  • Anna Bona il 28/08/2007 19:39     [segnala un abuso]
    complimentoni... la struttur è ottima, sei riuscito a creare un'intesa perfetta, mi sono immedesimata alla perfezione nel personaggio!! davvero bravo!
  • il 26/07/2007 13:01     [segnala un abuso]
    Auguri per una vita ancora lunga!
  • Claudio Amicucci il 08/07/2007 17:22     [segnala un abuso]
    Voti bassi perché qualcuno vota basso, si diverte e non commenta. Bravo Marco, hai reso bene l'idea e l'esposizione scivola bene. Ciao Claudio
  • giuliana argenio il 12/06/2007 20:16     [segnala un abuso]
    Perfettamente d'accordo con Argeta. Voti bassi. Perchè poi? È un racconto scritto bene, scivola via fluido, fa riflettere... e quindi... 10a rileggerci Marco
  • argeta brozi il 03/06/2007 20:06     [segnala un abuso]
    Come mai voti così bassi?? ma allora!!! Io ti ho dato 9, sei riuscito a immedesimarti nel personaggio e a farci immedesimare a nostra volta, hai "mosso" in noi rabbia, speranza, ma anche amarezza. Non c'è niente di meglio che un racconto che suscita emozione nell'altro. Ehi... ma perché non me l'hai detto che sai scrivere così bene??? un bacio
  • Mi è molto piaciuto... e intristito anke un pò... la vekkiaia... ke inevitabilmente ci raggiungerà tutti, la paura più grande, la tortura più tremenda... un anima giovane chiusa in un corpo vekkio... mi hai fatto pensare alla mia nonna... Ciao
  • il 28/05/2007 15:42     [segnala un abuso]
    quando si dice... la sfiga...
    Scherzo! È un racconto bello e gradevolissimo da leggere. Ma si, mi ha fatto venire in mente mio padre che ha 84 anni. Insomma, mi hai fatto commuovere. Grazie.
    ... Ah, ti ho scritto una mail.
  • luigi deluca il 27/05/2007 05:53     [segnala un abuso]
    un 10 anzi un 100, Giuseppe ha in se i drammi di tutti noi. ma la solitudine è il suo, il nostro più grave|
    Mi sono immedesimato e commosso! Sinceri complimenti, gigi



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citazioni di Giorgio Falettihanno detto...

Tutto era cambiato in modo tanto rapido, inaspettato, che i giochi di un tempo si rivelavano per quello che erano in effetti, degli inutili e frustranti tentativi di prolungare l'adolescenza

Giorgio Faletti

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