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La Fabbrica dei Ricordi

Ricordo poco. Faccio fatica anche solo a ricordare il mio nome…mi sembra Agata Palombo. Penso di chiamarmi così, ma non ne sono sicura. Che cosa strana non ricordo neanche da quando non ricordo, già perché se non ricordo non posso ricordare, logico.
Per  avere memoria di quello che mi passa attorno mi trovo a dover appuntare tutto quanto mi succede su piccoli pezzi di carta per poi dimenticarmi anche dove li ho messi.

Una malattia? No, nessuna malattia, solo la vita. Ho vissuto a lungo, così a lungo da non ricordare più neanche da quanto. Ogni tanto rovistando tra i cassetti di casa trovo qualche appunto con scritte delle date, allora riesco ad avere dei punti fermi. Nel 1965 c’ero già! Ma avevo dei ricordi? Non lo so, non ricordo. Buffo?

Sono una donna matura ormai, non anziana, ma matura si. Ogni giorno mi guardo allo specchio per ricordarmi come sono fatta. La cosa bella di questa malattia è che non ricordandomi come ero non sento il peso della vecchiaia che avanza, ogni giorno mi guardo sempre con occhi diversi e nuovi. Però l’età avanza e anche se non mi ricordo il passare del tempo, questo scorre lo stesso.

Non so se ho mai amato qualcuno. Non penso neanche si avere dei figli. Oppure sì. Poco fa è stato a trovarmi un uomo con un bambino piccolo in braccio con degli occhi azzurri come il cielo, questo me lo ricordo. Devo quindi ricordarmi di scrivere che questo me lo ricordo. Almeno so cosa mi sono ricordata e cosa mi devo ricordare.

Casa mia è piena di fotografie, immagino che alcune siano mie, ma non ne sono sicura, ho dovuto catalogarle tutte aggirandomi per casa con uno specchietto, mi guardavo poi guardavo la foto e poi aggiungevo un’etichetta. Nelle immagini dove non mi riconoscevo mettevo un semplice punto di domanda, nella speranza di poter un giorno ricordare chi fosse.

Ricordo poco. Non so se è un bene o un male rispetto a quelli che ricordano. I ricordi possono essere pesanti da sopportare, ma almeno danno la consapevolezza di aver vissuto. Io non avendone non so se ho vissuto, non ricordando neanche la mia età, è come se non fossi mai nata. Già è come se io non avessi un tempo. I ricordi misuratori del tempo che passa. Più ricordi uno ha, più ha vissuto e se non ne ha? Non ha vissuto? Mi guardo allo specchio, i segni sul mio volto tradiscono una certa abitudine alla vita, eppure non ricordo nulla.

La vita. Ogni tanto ci penso. E se non avessi mai vissuto e se fossi solo una proiezione? In fondo non ricordo nulla. Per quanto ne so tutto attorno a me potrebbe essere solo un’idea. Per me conta solo il presente, ma si sa che il presente è tale in funzione del passato che invece è, ma se io non ho passato come posso dire di essere?

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9 commenti:

  • Ettorina Gerbelli il 30/03/2010 18:01
    Il racconto è bello, rileggilo e magari riscrivilo con più attenzione. È un tema molto attuale
  • Anonimo il 22/06/2008 16:05
    Si, ben scritto con due errori:
    come può la protagonista ricordare Re Orso e pure l'autore, Boito?
    Le ultime tre righe non ci stanno proprio. Fatti venire in mente qualcosa di meglio.
    Ma forse te l'hanno già detto.
    Voto positivo, ma non ampio per quanto citato.

    Come si fa a inviare il commento? ah, ecco... ora ricordo.
  • Alessandro Sampietro il 08/06/2007 10:28
    ri-commento perché l'ho riletto con più calma...
    E'bello, Marghe, ha echi di tanti autori, se eliminassi le ultime tre righe potrebbe essere persino Kafka, why not? Poi mi sono venuti alla mente Hrabal e Durrenmatt, Pirandello e Welsh, Sepulveda e Taibo... poi ho capito che fondamentalmente si tratta della splendida Margherita Ghirardi!
  • Alessandro Sampietro il 07/06/2007 09:03
    Mi piace, Marghe... Se lo sviluppassi secondo me diventa una bomba!
  • francesco gallina il 02/06/2007 08:57
    Si, forse il finale andava sviluppato un po' di più, però il racconto mi piace.
  • Margherita Ghirardi il 31/05/2007 20:17
    Nessuno ha ancora commentato... quindi rompo io gli indugi!
    Non male, l'idea è carina, forse il finale un po' scarso... sul Live Up Date dei ricordi avresti/avrei dovuto lavorare un po' di più.
    Abbastanza scorrevole, si vede però che è stato scritto di fretta. Forse andava rivisto con più calma.
    Voto? Beh il nuovo regolamento mi impedisce di autovotarmi... tocca a voi!

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