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Dove sei stato

                   







Lunedì

Posai il telecomando sullo sgabello di vimini e finalmente mi vestii.
Non ero mai arrivato alle cinque di pomeriggio col pigiama della notte prima.
Il guaio è che quel pigiama mi piace. Non solo perché Paperino mi è simpatico, ma anche perché ci sto comodo dentro.
L’importante è non passare mai davanti lo specchio e soprattutto non far caso alla tua immagine riflessa.
Carla non torna prima delle sei, pensai, ma è meglio non rischiare.
Spensi la tv almeno un’ora prima per non farla trovare calda.
Carla è diventata terribilmente furba da quando ha cominciato a sospettare qualcosa.
Devo pianificare tutto con meticolosa cura.
Non posso trascurare neppure il più piccolo particolare.
Spensi il computer e cancellai le tracce della mia navigazione in rete.
Indossai il completo marrone, quello con le righine sottili. Mi annodai la cravatta e lasciai sbattere la porta di casa dietro di me. La barba l’avevo fatta ieri ma siccome si è ingrigita non si nota il giorno dopo.
Avevo neanche un’ora per consumare quella stupida messinscena quotidiana.
Girai per la Tuscolana come un cane senza padrone.
Mi attardai nel traffico delle sei e arruffai un po’ i capelli. Poi parcheggiai dietro l’angolo e rincasai.
“ Ciao “.
“ Ciao “ disse Carla senza alzare gli occhi per guardarmi. “ Tutto bene?”
“ Il solito. E tu?”
“ Il solito”.
Ormai le nostre conversazioni erano di un ermetismo estremo, in cui ogni parola vibrava ridondante di tutti i verbi e le frasi pronunciate in una vita assieme. Di tutto il detto ne era rimasto ben poco e quei pochi suoni appagavano i nostri istinti comunicativi.
Andai al bagno. Lasciai scorrere l’acqua per non far sentire a Carla lo scosciare lungo della mia urina nel water. Mi lavai le mani. Le asciugai.
In camera da letto riposi il vestito marrone, quello con le righine sottili, nel guardaroba. La cravatta la appoggiai sulla spalliera della sedia accanto al comodino. Indossai i jeans e la felpa con la zip.

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12 commenti:

  • Rinaldo Pauselli il 20/06/2008 11:53
    sì, ma perchè Lei dovrebbe concedersi così in maniera casuale? chissà quanta altra gente è passata ad osservare il suo dipinto... o forse è passato solo lui, solo lui si è interessato a lei e ha dato un poco di sfogo alla malinconia della ragazza prima che partisse per un lungo viaggio verso casa...
  • Rinaldo Pauselli il 09/06/2008 09:51
    fresco, scorrevole, spartano. parvo di descrizioni e forse è proprio questo che rende tutto più difficile da accettare e comprendere (ad esempio perchè una bella pittrice olandese dovrebbe provarci così spudoratamente con un 57enne che non ha mai visto?). mi è piaciuto
  • sara rota il 25/09/2007 11:21
    Bel racconto... l'ho lettosenza fermarmi... piaciuto.
  • francesco gallina il 17/06/2007 22:26
    Vedo che non sono il solo a saperci fare con le parole
  • Margherita Ghirardi il 17/06/2007 17:57
    Bello. Denso di sensazioni e emozioni...
    complimenti
  • laura ruzickova il 17/06/2007 15:50
    dolce, crudo, vero. un acuto spaccato di quotidianità.

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