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L’OPERA D’ARTE

Randy si sedette comodamente sulla poltrona. Si sfilò dalla tasca il suo pacchetto di Marlboro rosse, prese l’accendino riposto sul tavolino, estrasse dal pacchetto una sigaretta. Dopo averla accesa, prese il telefono e cominciò a digitare quel numero che aveva in testa da tutta la giornata. Stava per fare una chiamata molto importante.
-Ehi. Come è andato il lavoro?-
Dall’altra parte della cornetta rispose una voce rauca, sembrava quella di un uomo che trascorreva le sue giornate al bar bevendo birra e fumando. Randy sapeva che quell’ubriacone sapeva fare bene il suo mestiere.
-Tutto è andato a meraviglia. L’opera l’ho completata. Dopo averla finita me la sono gustata. Sono compiaciuto di me stesso. Sono proprio un’artista!-
-Lo so che lavori molto bene. Proprio per questo ti ho abbondantemente pagato. Con la barca di soldi che ti fai per ogni lavoro dovresti essere l’uomo più ricco del mondo-
-Purtroppo i vizi si pagano. Ma mi aiutano ad arrivare all’ispirazione. Sai com’è…-
-Già. Voi artisti siete molto strani. Siete geni ribelli-
-Sì, Se non lo fossimo sarebbe difficile fare questo mestiere-
-Hai ancora ragione. Ma piuttosto raccontami i particolari-
-Bè, ammetto che è stata un’opera molto difficile da realizzare. Stavolta il tessuto su cui dovevo lavorare era particolare. Non mi era mai capitato una cosa del genere. Ammetto di essere un po’matto, altrimenti non avrei accettato. Comunque ne dovresti rimanere soddisfatto, mi sono attenuto ai tuoi ordini, anche se qualche tocco in più c’è l’ho aggiunto-
- È giusto. In una grande opera il tocco del maestro si deve notare, altrimenti avrei potuto farlo benissimo anch’io…-
-Ti sbagli! Tu sarai pazzo, ma mai quanto me. Per proporre una cosa del genere bisognava avere una mente distorta, ma per realizzarla ci voleva proprio una bestia come me-
-Dai, ora dimmi come l’hai realizzata?-
-Cercherò di non entrare troppo nel dettaglio, comunque tu mi avevi chiesto di farla sembrare un’opera cubista ed io l’ho fatto. Mi sono occupato prima di spezzare il materiale. Poi l’ho assemblato mettendo ogni componente in una posizione diversa dalla precedente. Il risultato finale è grandioso, uguale a quel quadro che mi avevi descritto. Certo questo non era su tela!-
-Bene. Non voglio sapere altro. Quando potrò averlo tra le mani?-
-Te la manderò domani. La chiuderò all’interno di un container sigillato-
-Grazie ancora per aver soddisfatto questo mio desiderio. Ci risentiamo quando potrò vedere da vicino l’opera-
-Grazie a te per avermi dato questa possibilità. Buona notte!-
Rudy, con soddisfazione, riattaccò la cornetta. Aveva fumato un paio di sigarette in pochi minuti, questo testimoniava la sua eccitazione. Il suo amico non si era espresso chiaramente, ma era perfettamente comprensibile. Del resto sapeva bene che non ci si poteva esporre al telefono parlando di certe cose. Anzi non avrebbe dovuto chiedergli i particolari. Del resto non ci voleva molta immaginazione per capire come si doveva lavorare un cadavere.

 

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2 commenti:

  • francesco sobberi il 20/06/2007 09:18
    un incrocio tra un tema pulp e un'atmosfera da film di Hitchcock. interessante. in internet i racconti brevi sono i più leggibili. ciao

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