accedi   |   crea nuovo account

Il Frutto della Serenità

Il mare della serenità
ha schiuso il suo cuore
osserverai la sua immensa distesa
ed immergendoti nelle sue confortanti acque
tu diverrai mare.

Nel mare della serenità vedrai fiorire
l’espressione migliore del tuo esistere
carezzerai i sogni di un vivere carezzato
e nel cuore della vita tu risplenderai.

Il mare della serenità oggi
ha un nome
il tuo.

Cerca la serenità,
chiama la serenità
quella dolce creatura
avrà sentore del tuo dire
solo dopo averti molto ascoltato.

Prendi la tua serenità,
e nel sole del tuo cuore
depositerà il suo primo figlio
la Gioia.

Un uomo stanco, aveva vagato al vivere per un tempo che neppure più ricordava, alla ricerca di un unico sentire la sua gioia.

Gioia, Gioia!

Gridava l’uomo nella solitudine del suo immenso deserto.

Ti chiamo da sempre e di te solo arido deserto. Gioia, Gioia, questo sarà il mio ultimo grido alla tua inesistente figura, se esisti appari ora al mio vedere fa che io scorga la tua essenza anche senza possederla.

Il sole era alto, e l’afa rendeva l’orizzonte mobile, e fu proprio in quel vedere confuso che l’uomo scorse i passi di una bellissima donna vestita di una tunica azzurra, che giuntagli vicino gli offrì della acqua dicendo:

Io sono la Serenità.

L’uomo guardò quella nobile creatura, e con occhi delusi disse:

Non di te ho avevo chiesto la visione, seppur meravigliosa cosa tu non sei la Gioia.

La donna, guardò con amore l’uomo e spogliandosi nuda di fronte ai suoi occhi attoniti, gli mostrò la sua avanzata gravidanza. L’uomo guardò senza comprendere l’audacia di quella donna, e continuando a fissare quel ventre turgido e pregno disse:

Di chi è il figlio che porti in grembo?

E la donna illuminatasi di una luce interiore disse:

È tuo figlio.

L’uomo scoppiò in una risata cristallina, e mentre il sudore gli rigava il viso, una strana consapevolezza lo colse, rendendolo muto.

Uomo è da tempo che chiedi al vivere di offrirti gioia, e dalla stessa hai colto molteplice frutto senza mai davvero sfiorare il chiesto, ma quando un dì cogliesti la serenità, tu fecondasti invero la tua gioia. Il figlio che porto in grembo è il frutto che hai tanto atteso.

L’uomo si alzò dalla polvere sottile del deserto abbracciando la Serenità, e quando le poggiò una mano sul ventre e la piccola Gioia esultò scalciando al tocco del padre.

Era giunto il momento di nascere, il deserto divenne culla e l’uomo consapevole costruì nel suo cuore dimora degna, per accogliere la Serenità e il suo frutto.

 

0
2 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

2 commenti:

  • Cleonice Parisi il 27/06/2007 19:45
    Ciao Claudio, per i romanzi proprio non sono tagliata, eppure papà lo dice sempre scrivi un romanzo che sono queste scemità, solo fattarelli )))))).

    Sono felice che tu abbia serenità e la felicità che riconosci nel tuo cuore sono certa che la esprimerai nel vivere.
    Un bacio
  • Claudio Amicucci il 27/06/2007 19:09
    È di uno stile tutto tuo per essere quel che uno si aspetta da un romanzo: deriva da una lirica precedente. È toccante come arrivi alla fine, non voglio raccontarti la mia vita: posso dirti che oggi sono sereno e felice dentro! Ciao Claudio

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0