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Bugie al chiaro di luna

Sposta indietro una ciocca nera, con tutta l’innocenza del mondo, e si lascia distendere, spingere, dipingere nel letto da mani mature.
Non ci sono cicale che cantino alla finestra, e tutto intorno le appare essersi fermato. Perfino la luce sul comò ha scelto di rimanere soffusa, e le macchine che fino a poco prima urlavano di sotto, hanno smesso di affannarsi per il caldo.
I vicini borghesi non ascoltano la televisione, non lavano i piatti, e non fanno sesso con la sinfonia numero 35 di Mozart.
C’è solo profumo nell’aria, odore di temporale, per lei, stanotte.
Lui la osserva distendere le gambe sui petali rossi del loro primo quadro, attratto dal contrasto di occhi vissuti e pelle ancora troppo bianca.
La osserva spogliarsi timidamente, e poco rimane alla fantasia di un uomo di 55 anni, che ancora non ha messo piede in terre promesse o cieli stellati.
I loro corpi iniziano a danzare nel vento, sotto una pioggia fitta, e come mare freddo in burrasca, sbattono contro le pareti dell’anima e sciolgono dubbi, e di miele si lasciano cospargere, per fiori rinascere, ma su prati più verdi e mai dimenticati. Poi, con rabbia si staccano, rompendo i cristalli e le parole più belle, scrollando dalle spalle il peso di ali che non li appartengono e fingendo umanamente di conoscere e possedere tutte le cose.
Lei alza lo sguardo, compiaciuta, per riflettersi nello specchio davanti al letto. È sempre più bella, quand'è accanto a un uomo di una certa età.
Lui si alza dal letto e si riveste di pensieri poco romantici. Non può fermarsi per la notte, frettolosamente indossa quello che trova.
Una zanzara disturba il silenzio, “il mondo ha ripreso a girare ma forse non ha mai smesso, si è solo nascosto”, pensa lei.
“Il mondo è bugiardo, aveva promesso di lasciarmi morire nel suo letto, l’aveva sussurrato al vento”, pensa lui.
E con nostalgica sinfonia un’altra notte di menzogne si dissolve, intrisa di vecchi sapori mai baciati, mai provati fino alla fine.

 

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0 recensioni:

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11 commenti:

  • robibreak. il 23/10/2007 10:20
    eehheheh.. li ho li ho.. fidati!!
  • marco moresco il 22/10/2007 14:27
    secondo me non hai ventidue anni...
  • Ivan Benassi il 12/08/2007 19:02
    Dolce, elegante, scorrevole. Per un racconto basta e avanza, ma questo fa vivere (o rivivere) emozioni forti. Brava.
    PS. sbaglio o riterresti banale uno che si presenta al primo appuntamento con un mazzo di rose?
  • billiejoe. il 05/07/2007 18:18
    bello.. l'ho letto un paio di volte.. sono riuscito ad ascoltare quella pioggia e a vedere i loro volti.. forse lo rileggerò di nuovo.. e giuro non è una bugia..
  • Claudio Amicucci il 05/07/2007 16:27
    Bella Roby, ce l'hai messa tutta. Che dire, una bella storia con qualche bugia! Sai quante volte mi è capitato di mentire o subire menzogne, quando giravo il mondo suonando con una band! Attimi bellissimi, momenti di passione più o meno intensa e poi all'improvviso il pensiero di dover partire... Ma l'amore è anche questo: prendere e lasciare sensazioni, nella speranza che siano sempre buone e di non incontrare solo chi ti vuole usare! Io mi sono sposato a 47 anni e prima, ebbene... debbo esere sincero... mi sono sempre piaciute ragazze molto più giovani me! Ma non ho mai e dico mai mancato di rispetto e di amore! Ciao Claudio
  • sara rota il 04/07/2007 08:54
    L'amore tra una ragazza ed un uomo... descritto con semplicità, ma significativo realismo... Le gioie di una lei che si guarda allo specchio e si vede ancor più bella, le illusioni di un lui che comprende che per lui e lei non c'è futuro insieme, ma solo, forse, notti d'amore...
  • Sophie DMF il 03/07/2007 16:09
    Sono d'accordo con Ugo e Dorotea...è un componimento che non lascia del tutto l'amaro in bocca... si riescono a scorgere delle tracce di un Amore che si ha paura di vivere pienamente. Intensa e dolcissima allo stesso tempo. Un sorriso Sophie
  • Stella La Rosa il 03/07/2007 14:01
    Commuovono e fanno rabbia: le aspettative deluse di un uomo, e il calcolo feddo di un corpo.
  • Ugo Mastrogiovanni il 03/07/2007 09:32
    Un racconto-resoconto di un rapporto forse non voluto o poco gradito; più che di passione ardente sembra un analisi fatta con stile e dovizia di particolari di ciò che assiste impotente all’evento, anche se in bella mostra in quanto ben descritti quali l’ambiente e corollari. Concludendo, il brando di Robibreak grazie la sua ricercata dolcezza potrebbe essere trasformato felicemente in poesia.

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