Psike e Dedi
C'erano una volta e ci sono ancora Psike e Dedi che in un giorno qualunque, uno di quelli che corrono s’incontrarono su una panchina sul lungomare di una città del sud, una panchina circondata da un silenzio assordante, talmente assordante che tutto il resto per lui taceva.
Lei scattava foto mentre lui guardava l'orizzonte con in braccio la sua chitarra ma senza suonare alcuna nota, la sagoma di lei rimandava a quella di un violino, un violino triste. lui accortosi della sua sagoma volse lo sguardo a lei scordandosi dell'orizzonte, e lei non trattenne il suo sorriso. Lui in un istante infinito trovò la gioia nel guardare sorridere quella ragazza, non muovendosi di un millimetro accese una sigaretta e iniziò ad arpeggiare la sua chitarra, ma quando la cenere stava per cadergli addosso lei decise di intervenire, si avvicinò, si sedette accanto a lui, prese la sigaretta, gli diede un tenero bacio sulla guancia destra e si mise ad ascoltare e guardare il vuoto, e lui sorrise. Lei capi cosi in un tenero istante che quella musica risvegliava il suo animo, un animo ferito forse calpestato da qualche croce, ma cosi leggiadro che lui riusci a sollevarlo. Finito di suonare lui la guardò e disse<<Andiamo>> e lei titubante ma sicura di voler andare rispose <<Andiamo dove?>>. Lui senza muoversi troppo la guardò sorrise di nuovo ed esclamò<<Andiamo a vivere>>, e lei lo senti, senti il vento soffiarle sul viso e sui capelli. Sentiva una danza continua incessante, e allora capi che ci doveva andare a vivere. Cosi i due senza alcun problema con i pochi risparmi con i pochi vestiti con la chitarra di Psike e un libro di Dedi presero un treno che li porto alla vita. E partirono andarono lontano, lontano via dalle illusioni dalle false promesse dai rimpianti e dalle sofferenze, talmente lontano che dimenticarono cosa avevano lasciato alle loro spalle, ora esistevano solo loro un libro e una chitarra, e un amore. Lei nelle lunghe sere d’estate continuava a scrivere accompagnata dalle melodie che lui le inventava. Venne l’inverno e trovarono una cittadina del nord dove stare dipinta dal colore bianco della neve e sempre fredda vendendo musica e poesia distribuendo emozioni alla gente. E proprio in quel inverno dopo lunghi viaggi e tanti cambiamenti una notte freddissima decisero di farlo, decisero di mettere al mondo una creatura stupenda nata dall'amore di tutta la gente che avevano visto in quel loro viaggio. Siccome i due desideravano da sempre una bambina che si chiamasse Elise decisero di sostituire mentre facevamo l'amore, quel nome Elise ai normali gemiti d'amore. E cosi una mattina in cui il sole stentava a farsi vedere lei nacque ed era bellissima e anche se piccolissima aveva biondi capelli presi dai due nostri amanti e gli stessi occhi di sua madre che il padre amava piu di tutto. Amavano cosi tanto quella creatura che la tenevano sempre tra le loro braccia e la curavano e le donavano tanto affetto, tanto amore leggendole le storie di Plasson e suonando la canzoni del padre. Ascoltando Bitter sweet simphony lei si addormentava e si risvegliava solo alle note di un violino e da note di chitarra. Ai due piaceva ancora quando facevano l'amore di sussurrare il nome di loro figlia, ed era sempre fare l'amore era sempre dolce sempre piu dolce. E vivano bene vivevano tranquilli con l’anima in pace. La loro vita era una poesia antica di quelle che non si scordano. Una notte raccontarono tutta la loro storia ad Elise ormai abbastanza grande da comprendere la figlia abbraccio i due che colti di sorpresa piansero, ma in segreto. La sera andarono a letto fecero l'amore e Psike disse<<Senza il dolore non avremmo mai potuto fare tutto questo>> e dedi rispose <<senza la solitudine non sarei riuscita a trovarti, non avrei potuto stringere l’emozione nel palmo della mia mano>>, lui in un modo cosi lieve percepibile solo a lei disse <<ti amo>>, lei in un modo altrettanto impercettibile a qualsiasi altra persona disse<<ti amo>>e in un dolce bacio si addormentarono capendo che la loro era davvero vita.