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pensieri di una notte d'estate

A volte ti capita di sederti a pensare, e capisci che in quel silenzio che ti sta attorno milioni di pensieri volano da una parte all’altra della stanza, idee non tue, concetti che non ti appartengono, emozioni che non fanno parte di te, ma che ti sfiorano riducendo la tua mente e il tuo corpo in terra arida. Ti senti confuso, triste, ti chiedi il perché di tutto quello, perché tutto succede a te, le mani ti vanno ai capelli, prendi il cuscino, guardi fuori dalla finestra e contempli le luccicanti stelle di una calda notte d’estate, e una lacrima cade dai tuoi occhi. Ti rendi poi conto che forse c’è qualcuno, da qualche parte, che sta peggio di te, e l’idea di egoismo ti circonda entrandoti dentro, filtrando nelle serrature che avevi chiuso accuratamente e che si sono spalancate come per magia. Allora ti senti partecipe di una favola, l’incredibile protagonista di una storia di amore, di emozioni, di sentimenti eterni e infiniti, e speri con tutto te stesso che sia come le fiabe che la mamma ti leggeva quando eri piccolo, e che presto arriverà la tanto attesa e agognata frase: “E vissero tutti felici e contenti”. Ti rendi conto di voler tornare bambina, perché in fondo le ginocchia sbucciate fanno davvero meno male dei cuori infranti.
Scuoti la testa, prendi lo stereo e accendi la musica, ne hai abbastanza di quel silenzio, perché tu sei una personalità allegra e dinamica, ami il divertimento e la felicità, ma ogni canzone, ogni testo, ogni brano ti ricorda qualcosa, qualcosa che vuoi dimenticare, ma che sai impossibile. E allora ti arrendi, ti arrendi a quella tristezza che in quella notte ti fa compagnia, distesa con te nel letto, e i pensieri tornano sovrani a comandare la tua fragile mente. Ti chiedi come sia possibile, un momento prima ti senti la regina del mondo, potresti fare qualunque cosa, poi vedi gli altri andare avanti, prendere le persone che tu stessa hai portato nella loro vita, e perderle entrambe in una volta sola. Cerchi allora di recuperare, ma capisci che è già troppo tardi, e allora ti accontenti di quello che gli altri lasciano, le ultime briciole di vecchi sentimenti bagnati da lacrime non tue.
Ti senti sola, maledettamente sola, cerchi di dormire, domani sarà un altro giorno, e tutto andrà meglio, il tempo aggiusterà ogni cosa, ma ti accorgi di non esserne poi tanto certa, ma ormai di cosa sei sicura? Più di niente, tutto ti è sfuggito dalle mani, pensi che sia meglio piantar li ogni cosa, ma le tue riflessioni vengono interrotte, solo un’ultima lacrima bagna il cuscino, mentre la tua mente e il tuo corpo giacciono inermi tra le braccia di Morfeo.
In fondo erano solo pensieri di una calda notte d’estate.

 

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6 commenti:

  • Anonimo il 14/02/2011 13:43
    Bel racconto, bella l'ambientazione.

    Suz
  • francesco gallina il 05/09/2007 10:14
    È vero, la semplice nuda verità colpisce sempre nel segno.
  • sara rota il 04/09/2007 16:46
    Saranno anche solo pensieri di una notte d'estate, ma sono assai profondi... riflessivi.
  • Claudio Amicucci il 03/09/2007 22:35
    "le ginocchia sbucciate fanno davvero meno male dei cuori infranti". È esattamente quello che spesso ci viene in mente.. Brava. Ciao Claudio
  • Ivan Benassi il 01/09/2007 16:47
    Pensieri scritti in modo semplioce e garbato che coinvolgono chi li legge. Bel racconto.

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