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Dona Flor e i suoi due mariti

Fortunata, donna Flores che, con i suoi due mariti, realizza l'amore perfetto.
Vadihno, dissoluto e passionale, crudele e tenero, traditore e fedele, giocatore d'azzardo che ama la vita e gioca con la morte, tiene Flores legata a sé oltre la vita: è la sua ossessione e il suo tormento. Soltanto il rito magico del condomblé può liberare Flores da Vadihno che si dissolve tra le lacrime come nebbia, consegnando Flores alla normalità di un marito fedele e protettivo, amante onesto senza tanti slanci passionali
Ma il turbine di passione lasciato in eredità da Vadihno lascia Flores finalmente appagata nel corpo e nello spirito tanto che può finalmente passeggiare per le vie della sua città con tutto il decoro economico e sociale della moglie del farmacista.
Tutto il romanzo è un fuoco d'artificio: feste, balli, tavoli da gioco dove si avvicendano giocatori ricchi e poveri. Riti magici, passione e tenerezza, crudeltà e
dolcezza, squallore e grandezza, meschinità ed "eroismo", la forza della vita, la tristezza della morte.
Con questo romanzo J. Amado ha dato, forse, la rappresentazione più vera
dell'"animus" dell'America Latina.

 

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