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Angelo

Se ne stava rannicchiata su quel sedile di plastica bluastra, con le ginocchia al petto e il volto nascosto da una sciarpa grigio spento. Due intensi occhi verdi spuntavano, come stelle nel cielo, dal quel cotone rattoppato, quasi fossero due sentinelle di vedetta. Scattavano da una parte all'altra del vagone, osservando, ora a destra, ora a sinistra, chiunque entrasse o uscisse da quelle porte scorrevoli.
Nel silenzio irreale di quel metrò delle cinque e venti, il suono indistinto di una canzone arrivava alle orecchie degli astanti, mentre quel ritmo lento, quasi inesorabile, batteva nei timpani di quella ragazzina. Accanto a lei giaceva uno zaino, quasi abbandonato, malmesso, scritto, rattoppato, sporco... dal quale sbucavano angoli arricciati di libri e portachiavi oramai sciupati. D'un tratto il treno si fermò... l'ennesima fermata...
un bambino, malridotto, spettinato e puzzolente fece il suo ingresso. Imbracciava una fisarmonica e si guardava attorno impaurito, con quei suoi occhi grandi e arrossati. Non suonò, bensì sedette accanto alla ragazza, guardandola con occhi colmi di sofferenza.

"A cosa stai pensando, signora?" chiese, cercando di essere cortese...
"al mio amore, che è tanto lontano..." rispose lei, alzando il mento dalla sciarpa, per poi aggiungere... "ma in qualche modo mi è sempre vicino... e tu?"
"io penso a casa mia... un paradiso"
"sei un angelo custode?" azzardò, guardandolo con un sorriso colmo di compassione mista a tenerezza e comprensione...
"se tu lo vuoi... sì, sono il tuo angelo custode replicò, annuendo deciso con il capo biondo sporco "vuoi che dica qualcosa al tuo amore?"
"Digli... digli..." indecisa la ragazza temporeggiò, non sapendo bene che fare... "Digli che lo penso... lui capirà"
"ecco la mia fermata, ora devo andare. ciao signora..." disse, alzandosi...

La ragazza lo guardò di traverso, inclinando la testolina di lato. Uno strano sorrisino le si palesò in volto, intenerito. Tornò alla sua musica, chiedendosi se davvero lui sapesse che lo stava pensando...

(Grazie a Carlo, per l'ispirazione)

 

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