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20 commenti:

  • Matteo Ferrazzi il 17/11/2007 15:02
    il seguito potrebbe esserci, e sarebbe evidentemente improntato sulle sessioni di logopedia.
    ma sono ancora sotto terapia, quindi aspetterei per avere una maggiore visione d'insieme, you know what i mean
  • sara rota il 16/11/2007 19:01
    Non è mai semplice raccontare storie di vita vissuta... siano esse tue oppure di altri. La prima parte non mi ha convinto molto... più scorrevole la seconda. Ma ha anche un seguito?
  • Matteo Ferrazzi il 03/11/2007 19:29
    vorrei dire a silvana pagella che il commento ad un'opera è qualcosa che (come avrà notato dagli altri commenti) va ovviamente oltre al giudizio numerico e non può essere espresso per chiunque allo stesso modo senza distinzione. viene da pensare che l'autrice lasci commenti in giro semplicemente per finanziare la propria logorroica prolificità e pubblicare le sue opere, che continuano ad uscire con infausta regolarità
  • Matteo Ferrazzi il 11/10/2007 21:31
    è probabile che tu abbia ragione, tra l'altro, scriverei se non avessi un pubblico? il mio essere rifiutato mi portò a cercare nuove caratteristiche per essere più interessante agli altri, ma l'immaturità mi portò a fare cazzate.
    si può dire che il mio 'conflitto' con gli altri è stato indispensabile al mio sviluppo. in fondo siamo diversi con ogni persona con cui ci atteggiamo: se avessi incontrato più persone di un altro tipo, sarei diventato qualcun altro, anche se magari sarei stato quello che sono adesso con le poche persone dell'ipotesi, che sono invece la maggioranza della mia vita reale.
  • Matteo Ferrazzi il 11/10/2007 21:21
    io non ho cambiato atteggiamento per essere accettato: ho cambiato atteggiamento per vincere la mia battaglia personale. per quanto riguarda la maschera, la maschera "è" me: trovo l'espressione migliore di me stesso nelle vignette, nelle battute, nei racconti, perchè altrimenti non vedo quali qualità mi renderebbero diverso. forse è un bisogno di diversità, di avere un significato nel mondo, piuttosto che essere accettato- anche se una componente di quello è innegabile.
  • Matteo Ferrazzi il 11/10/2007 21:21
    io non ho cambiato atteggiamento per essere accettato: ho cambiato atteggiamento per vincere la mia battaglia personale. per quanto riguarda la maschera, la maschera "è" me: trovo l'espressione migliore di me stesso nelle vignette, nelle battute, nei racconti, perchè altrimenti non vedo quali qualità mi renderebbero diverso. forse è un bisogno di diversità, di avere un significato nel mondo, piuttosto che essere accettato- anche se una componente di quello è innegabile.
  • Matteo Ferrazzi il 11/10/2007 21:15
    io non ho cambiato atteggiamento per essere accettato: ho cambiato atteggiamento per vincere la mia battaglia personale. per quanto riguarda la maschera, la maschera "è" me: trovo l'espressione migliore di me stesso nelle vignette, nelle battute, nei racconti, perchè altrimenti non vedo quali qualità mi renderebbero diverso. forse è un bisogno di diversità, di avere un significato nel mondo, piuttosto che essere accettato- anche se una componente di quello è innegabile.
  • Matteo Ferrazzi il 11/10/2007 20:48
    si so che l'idea del truman show è comune.. l'ho sentita anche da mia madre e dal prof franceschetti, per dirne due. ma qui non ho l'idea morbosa e ansiogena che ogni mio gesto sia controllato, ma piuttosto che l'intelligenza di ogni frase che dico sia in esame. mi impegno a dire cose significative anche da solo, immaginando che un pubblico apprezzi quello che sto dicendo.
    in che senso dici che mi sono adattato agli altri? il mio comportamento ne è stato sicuramente influenzato, ma adattarsi?