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Un bacio

Tra i " personaggi " caratteristici di Caltanissetta vi erano
due poveri che circolavano per la città dotati della capacità
di essere invisibili, una si chiamava Maddalena e l'altro era
un ex facchino che stazionava in Piazza Marconi davanti al
Bar Casciano nascosto dietro una pianta.
Maddalena aveva avuto una vita tormentata da varie contra-
rietà sino a quando vinta dalle stesse aveva cercato rifugio
nell'alcool. Girava per la città con un bastone a cui si appoggiava ed entrava nei vari uffici a chiedere l'elemosina, spesso era cacciata in malo modo ed il rifiuto era il suo pane
quotidiano.
Un giorno entrò nell'ufficio dove lavoravo e ricordo che le diedi qualcosa se ne andò molto contenta e dopo due giorni
si ripresentò a chiedere l'elemosina, qualcuno come al solito
cercò di respingerla ma lei con forza disse di essere venuta a
trovare suo padre additando me, le diedi nuovamente qualche
cosa e lei contenta di essere stata accolta mi chiese un bacio,
venne verso di me mi abbraccio ed io le diedi un bacio. Il suo
volto divenne radioso era contenta e se ne andò canticchiando.
Anche con l'ex facchino povero ed intirizzito ho avuto degli
incontri donandogli qualcosa, ogni qual volta ero costretto a parcheggiare nella piazzetta Marconi, e un inverno gli portai
un mio cappotto che lui subito indossò visto che faceva molto freddo ricordo anche che diceva sempre : " grazie cumpà ! "
La sua vita era passata in quella piazzetta in cui, in passato,
svolgeva il suo lavoro presso la stazione di autobus caricando
e scaricando le merci dagli autobus e la sera insieme ai propri compagni di lavoro si scaldavano le mani bruciando cartone
e legna tra le macerie di un edificio della stessa piazzetta.
Era legato al posto in cui aveva passato la sua dura esistenza
e poiché aveva sempre lavorato per vivere non aveva il coraggio di chiedere l'elemosina e stava lì in silenzio sperando che qualcuno si accorgesse di lui. A Firenze al tempo dei Medici per questo tipo di poveri era sorta una istituzione che si chiamava appunto " Fondazione per i poveri vergognosi" che provvedeva alle necessità di commercianti ed artigiani, caduti in disgrazia a causa dell'usura che non erano in grado di mendicare perché si vergognavano avendo sempre lavorato per mantenersi.
Questi due poveri sono recentemente passati nella casa del Padre dove, ne sono sicuro, hanno perso la loro invisibilità
e dove non si sono sentiti rifiutati ma accolti come principi nel Regno dei cieli.
È proprio strana la nostra città tutta votata alla celebrazione dei VIP che gareggiano per conquistarsi più visibilità nel telegiornale locale, sulle pagine della cronaca o in manifesta-
zioni mondane. Penso che sarebbe più opportuno dedicare
qualche spazio a queste figure che si aggirano per le nostre
vie e che non hanno nessuno che si interessi di loro dando
voce alla loro miseria e trasformando la loro inumana invisi-
bilità in una umana visibilità.

 

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3 commenti:

  • sara rota il 27/09/2007 16:56
    Troppo uguale e descrittivo... forse dovevi cresre un po' più di suspence... troppo cantilenante. alla prossima...
  • Franca Maria Bagnoli il 28/02/2006 22:50
    Molto bello questo racconto, denso di calore umano. Il bacio non poteva essere meglio indirizzato. Ciao. Franca Maria Bagnoli.

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