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Puntualità

Il rispetto della puntualità nella mia vita è nato nell' infanzia
mi è stato inculcato a scuola in un modo che non potrò mai
dimenticare.
Frequentavo la terza classe elementare alla Scuola San Giusto ed ero stato assegnato al turno pomeridiano che iniziava alle ore 14, 00, solitamente mia madre mi faceva pranzare prima e mi preparava per la scuola controllando la mia cartella e verificando che non mancasse l'inchiostro al calamaio e che avessi con me l'astuccio, i pennini, i quaderni ed il sussidiario era lei che controllava l'orario, fatto questo mi mandava via ed io arrivavo a scuola sempre con un quarto d'ora di anticipo e solitamente facevo il mio ingresso nell'aula dalla finestra che dava sul cortile interno sul cui davanzale balzavo e dalla quale, con un salto, planavo sopra il banco più prossimo ed iniziavano le baruffe con i compagni.
Un giorno come al solito mi avviai a scuola e giunto alla solita finestra vi feci un balzo e gridai : " compagni! " la voce mi si strozzò nella gola poiché il maestro era seduto in cattedra ed i compagni erano composti sui banchi, egli mi guardò con aria grave e mi disse : " Rientra nella scuola dall'ingresso principale, percorri il corridoio arriva davanti alla porta dell'aula bussa e quando sentirai dirti avanti entra e poi verrai
quì davanti alla cattedra.
Il tragitto indicatomi lo percorsi con sofferenza, avrei voluto scappare, ma intanto pensavo che cosa avrebbero detto i miei
genitori e quindi fattomi coraggio feci come mi era stato detto
bussai, sentii dire avanti dal maestro entrai ed andai davanti
alla cattedra.
Il maestro con aria grave aprì un cassetto della cattedra e ne estrasse una bacchetta di legno e mi disse: " Stendi le palme delle mani e ti darò tre colpi per ognuna se tenterai di ritirare
le mani ne avrai doppia razione|!
Stesi le mani ed i colpi si abbatterono su di esse con regolarità
provocandomi grande dolore e le lacrime cominciarono a sgorgare copiose dai miei occhi, quando ebbe finito mi disse di andare al mio posto e di tirare fuori il quaderno poiché avremmo fatto esercizio di dettatura, tirai fuori dalla cartella il quaderno e l'occorrente per scrivere e mentre lui dettava le lacrime scendevano copiose dal mio volto e bagnavano il foglio del quaderno mentre la mia mano dolente faticava a dirigere la penna.
Da quel giorno, nella mia vita, ho sempre tenuto in gran conto la puntualità ed ho sempre controllato di persona il rispetto puntiglioso di essa, chiedendo sempre permesso prima di entrare in un posto e soprattutto sono sempre entrato dalle porte.

 

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