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Il sorriso di Shirley... (parte prima)

“Shirleyyyy, tesoro, non allontanarti troppo, resta qui vicino ok?” gridava sua madre, avvolta dalla naturale preoccupazione che una mamma nutre vedendo la sua piccola di 8 anni giocare in un giardino che confina con un bosco, dal quale può provenire di tutto e con i tempi che correvano non era il caso di allentare la guardia, nemmeno per un attimo. Ma la piccola Shirley, incurante del richiamo materno si avviò vero la zona boschiva, che attirava di più la sua curiosità e stimolava tantissimo la sua fantasia. Fra l’erba alta migliaia di piccoli insetti vedevano passare le piccole gambe della ragazzina, delle gambe che trasmettevano curiosità, fantasia……. innocenza.
La curiosità della bambina fu attirata da un debole suono, quasi un pigolio o un cinguettio, non di distingueva bene cosa fosse. Arrivata vicino alla fonte di quel verso Shirley vide un piccolo uccellino, un passerotto che probabilmente aveva tentato di spiccare il suo primo volo ma le sue ali erano ancora deboli e di conseguenza era finito rovinosamente a terra ferendosi a tal punto da non riuscire più a muovere nemmeno una zampetta. Il povero animale vide la figura imponente di Shirley sovrastarlo. Imponente lo era dal suo punto di vista ovviamente e tuttavia Shirley lo guardava stando in piedi e quindi capirete che anche 1 m e 20 di altezza sono paragonabili ad un grattacielo dal punto di vista di un uccellino inchiodato al suolo. Shirley lo fissò per qualche istante, poi si inginocchiò a terra e lo prese fra le sue mani. Il povero animale iniziò a tremare terrorizzato, essendo incerto sulle intenzioni di quella bambina, all’apparenza dolcissima.
Poco distante da lì un grosso gatto selvatico si muoveva con il silenzio e la cautela che solo un felino può avere. Si vedeva chiaramente che girava alla ricerca di una preda e si sa che le prede più ambite dei gatti oltre ai topi sono gli uccellini. Il cinguettio del povero uccellino nella mani di Shirley attirò l’attenzione del felino che iniziò ad avvicinarsi pian piano. Shirley poggiò l’animale per terra e si allontanò di qualche metro. Il povero uccellino tentò disperatamente di rialzarsi in volo vedendo il grosso gatto che si avvicinava con tutta la calma possibile e immaginabile consapevole che la sua preda non sarebbe andata da nessuna parte. Nel giro di pochi secondi Shirley fece in tempo a vedere l’uccellino imprigionato fra le fauci del gatto che si allontanò trionfante, pregustando l’ottimo spuntino conquistato fra l’altro con estrema facilità. Prima che il gatto, insieme alla sua preda, scomparissero del tutto si udì un ultimo debole cinguettio.., poi più nulla.
Shirley sorrise……

Rientrata a casa la madre gli corse incontro ed iniziò ad accarezzarla e a baciarla, come se non la vedesse da chissà quanto tempo. “Piccola mia, quante volte te lo devo dire di non allontanarti troppo da casa? E’un posto pericoloso quel bosco, dal quale può venir fuori qualche uomo cattivo oppure qualche animale pericoloso…”. La madre continuava a blaterare sempre la solita lagna quotidiana ma era come se stesse parlando al muro; Shirley pensava ancora con estrema soddisfazione alla fine che aveva fatto fare al povero uccellino; nella sua mente era ancora stagliata l’immagine del povero animale che imprigionato fra le fauci del gatto, aveva fatto in tempo ad incrociare il suo sguardo, come per dire..”Perché..?”. Gli piaceva immaginare che il gatto l’avesse inghiottito tutto intero in modo tale che la madre del povero uccellino avrebbe forse potuto sentirlo cinguettare almeno un’altra volta, da dentro la pancia del gatto…

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6 commenti:

  • Fabrizio Carollo il 17/04/2009 00:23
    Spero di non sognarla stanotte! Brrr!!
  • Alberto Amedeo il 31/12/2008 00:58
    Veramente superbo! Sotto certi punti ti lascia senza fiato, in alcune situazioni ti fa chiedere: "Perchè l'ha fatto?" Provando pietà per le povere vittime inesistenti di una bambina altrettanto inesistente. Ti tiene davvero incollato allo schermo! Complimenti!