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Bianca come la neve

Un racconto sulla mafia, per riflettere, per combatterla, per stimolare gli insegnanti ad educare alla legalità.


Salvatore, un bambino di nove anni, abitava a Palermo, in uno dei quartieri più poveri e degradati della città. Il padre faceva il facchino in una ditta di trasporti e la madre amministrava lo scarso stipendio del marito, districandosi a fatica tra pranzi e cene per cinque persone. Salvatore aveva un fratello più piccolo ed una sorella di diciotto anni. I bambini poveri di Palermo sanno molte cose della vita e Salvatore, detto Turi, aveva notato, nell'abbigliamento e negli occhi della sorella Rosa la tentazione di andare in una strada del centro dove ragazze in minigonna e con il trucco pesante aspettavano che un uomo con l'automobile si fermasse, facesse un cenno ad una di loro che si affrettava a salire. Turi era deciso ad impedire a Rosa quelle squallide "gite" in macchina, ma non sapeva come.
Un giorno Turi fu avvicinato da un collega del padre. " Turi - gli disse- mi faresti un favore?"
" Certo "- rispose il ragazzo. " Dovresti portare questo pacchetto nella profumeria di via Ruggero Settimo. Come vedi è un pacchetto regalo. Potrei spedirlo per posta, ma ci tengo molto che arrivi per il compleanno della ragazza alla quale e destinato, la cassiera del negozio. Nemmeno con la posta prioritaria arriverebbe in tempo. Il suo compleanno è oggi e solo oggi ho trovato il regalo che fa per lei. Se mi fai questo favore ti darò 20 Euro" "Ci vado subito - disse Turi. L'uomo mise il pacchetto nella busta di plastica dalla quale lo aveva tolto per farlo vedere al ragazzo e gliela consegnò, insieme ai 20 Euro. A cena Turi, tutto contento, consegnò il denaro alla madre e raccontò tutta la storia. Il volto del padre si rabbuiò. Turi se ne accorse e chiese:
" Papà, non sei contento?" Turi - fu la risposta - devi pensare a studiare. Non perdere tempo con queste cose" Il bambino tacque. "Beh - pensò - il compleanno è passato. Non ci sarà un'altra occasione per perdere tempo come dice papà". E invece, pochi giorni dopo lo stesso uomo andò ad aspettare Turi all'uscita dalla scuola. " Ciao, Turi! Vuoi guadagnarti 50 Euro?" Turi si fece serio, ricordando le parole del padre. "Vorrei - rispose - ma devo pensare a studiare. Non ho tempo per altre cose" "Ma questa cosa ti prenderà mezz'ora di tempo. Devi andare alla Vucceria e passare davanti ai banchi con questa busta infilata nel braccio. Uno dei venditori ti riconoscerà e prenderà il pacco" "Che cosa c'è nel pacco? - domandò Turi. "Attrezzi per la pesca. Nè, Turi, pensavi che ci fosse una bomba?" - rise l'uomo. "Va bene, me lo dia" - acconsentì Turi. Prese il pacco che era abbastanza grosso e molto compatto. Nell'interno della busta, sopra il pacco, c'era una bella banconota di 50 Euro. Turi era inquieto, non sapeva che fare. Alla fine decise: andò a casa e consegnò il pacco al padre che lo aprì. I suoi occhi si dipensero dei colori della rabbia e della paura. Aveva riconociuto la cocaina, tanta, più di mezzo chilo. "Figli di puttana! - esplose - Adesso ricorrono ai ragazzini, mettendo nei guai loro e gli adulti". Era veramente nei guai. Se avesse avvertito la polizia le ritorsioni sarebbero arrivate puntuali e tragiche. Il suo collega non agiva certamente per conto proprio. Era evidente che faceva parte di una grossa cosca mafiosa. La moglie tacque ma anche lei aveva capito molte cose. Era atterrita e non osava aprire bocca. Squillò il telefono. Gaetano, il padre di Turi, prese la cornetta e, prima che pronunciasse la parola "pronto" una voce minacciosa chiese: " Dov'è finito il pacco che era stato affidato a Turi?" " Nel cesso - disse Gaetano e si morse la lingua: aveva firmato la sua condanna a morte". "Da questo momento - disse, rivolto alla famiglia - tutti a casa. Il meteo ha annunciato una grandissima tromba d'aria". Nessuno credette alla tromba d'aria ma tutti furono convinti che un grave pericolo li minacciava. Al telefono Gaetano aveva mentito. Il pacco aperto era sul tavolo e la polvere micidiale sfacciatamente fingeva la sua innocenza: bianca come la neve. Gaetano si disse: "Se morte deve essere, che sia libera morte!" Chiamò la polizia, raccontò l'accaduto, denunciò il collega. La polizia fece presto ad arrestarlo ed iniziò le indagini per arrivare ai vertici della cosca.

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2 commenti:

  • Franca Maria Bagnoli il 16/09/2006 20:32
    Grazie dell' attenzione. Condivido l' augurio. Ciao. Franca.
  • alberto accorsi il 16/09/2006 18:11
    puo questo racconto mantenere le promesse delle premesse? ho qualche dubbio sulla sua efficacia, me lo auguro.

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