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Una giornata di sole

Non puoi immaginarti che bella giornata sia oggi…sembra un giorno d’estate. Il sole illumina il nostro orticello.. sai come godono le tue adorate camelie? Le nuvole oggi sono in sciopero ed io con loro…sto da molto tempo fuori seduta sul sasso sporgente della fontana che tu hai tanto voluto e faccio l’amore con il sole…già l’amore, perché il sole è un’amante così dolce e sensibile, come dirgli di no? …lo so, che non approveresti il mio paragone, ma me lo posso permettere , ho solo vent’anni e sono alla scoperta delle gioie intense ed istantanee …era da tanto che non mi sentivo così…sai, mentre mi accovacciavo sul sasso ho calpestato delle formiche che laboriose in fila lavoravano (non sono sfaticate come le nuvole loro…), non so cosa trasportassero.. forse i resti delle mela che ho mangiato ieri pomeriggio…mi sono chiesta se hanno avvertito la mia ombra, se si sono accorte delle mastodontiche dimensioni della sciagura di cui da lì, a poco sarebbero state vittime. Mi sono chiesta se tu ne hai avuto almeno il minimo sentore mentre stavi entrando in sala operatoria e con la mano mi hai salutato. Indubbiamente, tu lo sai, non ho volontariamente tolto la vita a quegli insetti…ma purtroppo sembra che nella vita quando ci si prende degli spazi per sé bisogna per forza lottare e sopprimere qualcuno.. sembra che il mondo dica:non c’è spazio per tutti! vinca il migliore! Forse semplicemente se fossi stata più attenta sarebbero ancora lì a lavorare per la formica regina…Chissà se anche la morte, mamma ti ha involontariamente strappato alla vita, a me, a questa giornata di sole..
D’altronde sono cose che succedono;essere sbadati e uccidere involontariamente qualcosa di infinitamente piccolo come una formica…a chi non è capitato? d’altronde sono cose che succedono, morire di cancro al seno a quaranta anni…succede…ma ora mi sto interrogando, se per la morte tu eri quel insetto piccolo e nero con quattro zampe e due antenne…perché se è così mamma, mi dispiace per la morte, ma ha sbagliato molto nel tuo caso…Per me eri la cosa più importante dell’universo, eri il pianeta che tutti stanno cercando e che solo io ho trovato! Eri l’oro per il cacciatore di pepite in fondo ai fiumi del settecento! Eri la linfa per le camelie, eri tutto…eri la persona che mi aveva dato la vita e che non so per quale motivo,è diventata fredda su un tavolo di metallo, con il cuore, quel cuore che per nove mesi è battuto con il mio, fermo, con il petto squarciato e scalfito dalle mani del chirurgo. Soffro terribilmente ad immaginarti così;ad immaginare colei che mi ha dato la vita, che mi ha dato il sole, con il cuore privo di vita e con il petto senza maternità…
Soffro.. ma a nessuno sembra importare.. a chi è importato di queste formiche? la luna continuerà a sorgere e le stelle a brillare, ed il mio dolore a passare inosservato, in un giorno di sole come questo.. Perchè il dolore è quel ombra che insegue tutti gli uomini, che il sole ci mette alle spalle ma che nessuno vede, così comune, così banale, così di tutti.. nessuno ne ha invidia proprio perché ce l’hanno tutti …ed intanto lei, l’ombra cresce con noi, si sveglia con noi, e noi pur di vedere il sole, pur di far l’amore con lui conviviamo con lei, l’accettiamo, lei e le sue prese in giro, i suoi insulti.. Siamo amanti tutti del sole, scendiamo a compromessi con lui pur di amarlo, anche di essere deformati nella mente e nel fisico, da quella megera della moglie-ombra …Fino a che quella strega non esagera. e ci rende la vita un peso insopportabile.. . Ed è allora che arriva la morte e ci salva, ci porta in un nido d’amore dove finalmente potremo incontrare il sole senza subire gli oltraggi della sua legittima signora … ora che ci ho riflettuto Ne sono certa, la morte non agisce mai involontariamente …Quanto soffrivi lo sa solo Dio, senza capelli, senza sopracciglia, magra fino all’inverosimile, vomitavi anche l’anima…poi tutto è finito, sei finita tu e quel giorno anche io sono morta con te…Ma ora eccomi qui, a contare le formiche superstiti alla mia furia assassina, a lasciare che la mia ombra si spacchi la schiena contro la fontana alle mie spalle (anche lei deve soffrire un po’ no?) e a desiderare con tutto il cuore che tu sia qui, ad ubriacarti di sole con me.. ma sicuramente da dove ti trovi ora avrai più sole di me.. Anzi ora è meglio che vada; troppo sole brucia i boschi e squama la pelle;troppo sole brucia i petali della nostra disperazione;troppo sole fa nascere ombre gigantesche con cui condividere il viaggio…Ora vado, la mia ombra ha bisogno di riposo, di rinfrescarsi con l’acqua delle mie lacrime di solitudine;lacrime che asciugherebbero troppo in fretta alla luce del Sole... mi manchi…

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13 commenti:

  • Fabio Mancini il 16/08/2010 21:47
    La storia che racconti, le riflessioni che snoccioli, le metafore che elabori non sono fottutamente impersonali, ma saggiamente personali. Ti trovo una persona intelligente e sensibile e molto capace nella scrittura. Perché non raccogliere tutto in un diaro e cercare una casa editrice che lo pubblichi? Hai tutte le carte in regola per emergere e al contempo fare attraverso la scrittura una spicoterapia personale. Tutti soffriamo, hai ragione, però c'è chi elabora il dolore in modo positivo e chi invece muore schiacciato sotto il peso dei propri sentimenti. "La leggerezza dell'essere" non è vivere in modo superficiale accontentandosi del mordi e fuggi, ma significa prenderssi cura della propria anima, affrontando le difficoltà e la sofferenza possibilmente con un sorriso. Non morirai domani. Lo so. Hai tanta vita che ti palpita dentro. Un bacio. Fabio.
  • sara zucchetti il 13/11/2009 13:32
    brava questo racconto è quello che mi ha colpito di più è scorrevole descrive profondamente i sentimenti con paragoni speciali!
  • Cristiano Stella il 13/11/2009 11:54
    noto nella tua scrittura un richiamo petrarchesco, non solo hai bisogno dell'amore, ma lo vuoi mistico e carnale... in se una contraddizione che lacera l'esser umano... una scrittura che arriva come un dardo, s'infila nel cuore di chi legge. continua a scrivere... bella la frase il dolore è l'ombra che insegue l'essere umano... il cuore che si ferma... la morte direi che per una di vent'anni scrivi bene. Grazie della tua comparsa nella mia vita di lettore
  • I. mpersonale F. ottuta-mente il 11/11/2009 23:37
    beh scusami marcello se mi sto avvicinando ad i 22 anni e non ho la bacchetta magica per diventare tutta ad un tratto la donna matura che vuoi tu! Non ci vuole, scusami, chissà quale acume per dire che devo imparare a crescere ed io non mi sono mai vantata del contrario. Io sinceramente non avrei nemmeno sprecato tempo a dire questa verità così scontata. Poi se si commenta giusto per commentare e guadagnare dei punti, questo è un altro discorso in cui io non voglio entare in merito. Ciao ciao
  • marcello cardinale il 11/11/2009 22:45
    secondo me dovresti prima imparare a crescere
  • Anonimo il 10/11/2009 23:13
    fantastica... veramente fantastica
  • Anonimo il 10/11/2009 23:13
    ... Fantastica... veramente fantastica
  • Gianmarco Dosselli il 30/06/2008 08:21
    Son convinto che si tratti di una realtà. Sono con tutto cuore vicino all'autrice che ha sfornato un racconto struggente.
  • TIZIANA GAY il 05/02/2008 09:35
    non so se è la tua storia, ma le parole sono da brividi tanto intense e vere. Un abbraccio
  • Marco Vincenti il 29/11/2007 08:18
    Parole intense a descrivere un dolore che soltanto chi rimane può provare...
  • Claudio Amicucci il 23/11/2007 23:32
    Se è autobiografico, ti capisco: io ho perso mia madre a 14 anni più o meno per un tumore non chiaro, e adesso che ne ho 60 ancora mi manca: anzi mi è mancata più da adulto che da ragazzo. Il racconto cammina, l'argomento è valido ma, scusami per questo, è un po' scontato. Ciao Claudio

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