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Le due sorelle

Vado spesso a casa di un amico che ha due sorelle. Quando lui è assente, io resto in compagnia delle sorelle.
Oggi trovo Silvana che mi fa entrare e mi accompagna in salotto. Silvana porta i capelli lunghi, cammina con movimenti lenti, languidi. Il suo corpo è sexy, sinuoso e il suo volto esprime tanta dolcezza e bellezza.
Silvana mi affascina, mi attira, ma anche mi inibisce. Mentre sono seduto insieme a lei, non riesco a trovare le parole per intrattenerla; i pensieri mi sfuggono e non so più cosa dire. Vorrei tanto parlare in modo brillante, spiritoso, farle i complimenti che merita, ma non ci riesco. Dico solo banalità, faccio delle gaffe e resto silenzioso per troppo tempo.
Vicino a lei io mi sento tutto agitato, sconvolto; arrossisco, sento un sudore freddo e mi capita perfino di balbettare.

Il pomeriggio successivo il fratello è ancora in ritardo e trovo Gabriella che mi fa entrare in casa.
L'altra sorella Gabriella ha un corpicino insignificante col seno piatto; i lineamenti del volto sono bruttini. Porta i capelli corti e ha denti incisivi un po' sporgenti.
Mentre mi trovo in sua compagnia mi vengono tante idee, potrei dirle tante cose carine, farle complimenti insinceri. Con Gabriella mi sento sicuro e padrone della situazione. Potrei raccontarle storielle per farla ridere, dire cose spiritose.
Ma Gabriella non è bella; anzi, è un po' brutta. E questa sua bruttezza mi blocca, mi arresta, mi frena. Così dico solo qualche stupidaggine; non riesco a sforzarmi di piacerle, mi stanco a mantenere viva la conversazione.
Gabriella sta parlando, e i suoi discorsi si prestano a allusioni sessuali; adesso mi sta dicendo che stanno per arrivare le vacanze e dovrà andare in soffitta a portare giù il materassino da spiaggia. Forse lei spera che l'aiuti a trasportare il materassino, forse desidera andare in soffitta con me. In ogni caso sarebbe facile dire qualche doppio senso scherzoso sul materasso, per vedere come reagisce, per farla ridere e provare la sua disponibilità ai giochi sessuali.
Invece non dico niente. Il suo volto bruttino non mi ispira scherzi, né desideri di situazioni intime.
Quando lascio la sua casa ho la sensazione di aver perso una buona occasione; in soffitta avrei potuto baciarla, toccarla
Come si può vedere la mia non è una bella situazione. Con la donna bella non ho successo perché mi sento inferiore, e di conseguenza mi comporto in modo impacciato e maldestro. Con la donna brutta non concludo niente perché non riesco ad essere ipocrita, non sono capace di fingere per conquistarla.
E così rimango da solo e senza donna. Ma che posso farci? Questo è il mio carattere, questa è la mia vita.

Giugno 2002

 

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