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La ragazza di campagna

Durante l'estate percorro, a piedi o in bici, un sentiero di campagna. Il sentiero per un breve tratto costeggia un fiume, poi fa una curva a gomito e in quell'angolo c'è una vecchia fattoria.
Nell'orto della fattoria, quasi sempre, c'è una ragazza che lavora: zappa, innaffia, lega ai pali le piante di pomodori È una bruna bellina e formosetta. Indossa un vestito da lavoro senza maniche, molto scollato, così quando si china per strappare le erbacce vedo il seno bianco e abbondante.
Un tardo pomeriggio d'estate, con il sole al tramonto, lei sta lavorando proprio nelle aiole vicine al sentiero. È l'occasiona buona per conoscerla; la saluto, faccio qualche elogio al suo lavoro e dopo un po' abbiamo fatto amicizia. Si chiama Rosanna e vive con la madre, la zia e il fratello nella fattoria.
Nei pomeriggi successivi passo ancora per quel sentiero, da solo o con il cane, e tutte le volte che c'è Rosanna mi fermo un po' per chiacchierare. Le nostre conversazioni sono brevi e generiche: la stagione è troppo secca, il mais avrebbe bisogno di pioggia, le zucche sono precoci Poi io proseguo la mia passeggiata e la lascio al suo lavoro.
Dopo alcune settimane la nostra amicizia è aumentata. Io resto più tempo a parlare con lei e le conversazioni sono meno vaghe e più personali. Rosanna mi parla del suo mondo, mi racconta la sua vita: sua madre è molto vecchia, il fratello forse si sposerà; la zia è anch'essa vecchia e inoltre ammalata.
Un pomeriggio di fine agosto, caldissimo e umido, Rosanna sta lavorando come al solito nell'orto. Quando mi vede arrivare lascia la zappa e corre verso di me. È felice di vedermi e mi racconta le piccole novità della settimana: la cagna ha avuto quattro cagnetti, il raccolto delle patate è stato abbondante Poi chiama sua madre, che sta buttando il grano alle galline, e me la presenta; è una vecchietta sorridente con un largo cappello di paglia. Infine, prima di lasciarci, mi regala una sporta di melanzane e pomodori.
Rosanna è una cara ragazza, semplice e buona. Penso di essermi un po' innamorato di lei e l'anno prossimo forse questo sentimento aumenterà.
Arriva l'autunno con tempo burrascoso e settimane di pioggia ininterrotta.
Segue dicembre, nebbioso e tetro. Gennaio ci porta finalmente qualche giornata di pallido sole, ma con spesse lastre di ghiaccio nei fossi.
Dopo pranzo qualche volta percorro il sentiero in campagna; la fattoria appare isolata, oltre i paletti neri dell'orto disfatto. I camini fumano e i vetri delle finestre sono tutti appannati. Tra poco sarà marzo e Rosanna tornerà a zappare e seminare nell'orto.
Ma la primavera successiva alla fattoria ci sono cambiamenti. Sono arrivati i muratori e stanno cambiando le tegole sul tetto. Il cancellato di ingresso in legno viene sostituito con un portone nuovo in lamiera. Infine, elevano un alto muro tutto intorno all'orto e al cortile della fattoria.
Un contadino che conosco mi dice che il fratello di Rosanna si è sposato e ha ristrutturato la casa. Lui e sua moglie vogliono sentirsi ben protetti dai ladri.
Adesso è arrivato nuovamente l'estate.
Tutte le volte che percorro quel sentiero di campagna passo davanti alla fattoria, ma c'è il muro e non posso più vedere Rosanna.

Settembre 2001

 

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