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Natale - Elatan

NATALE
Gli alberi spogli del grande giardino della villa grondavano neve e luccicavano per le migliaia di luci luminose, sistemate su di essi in segno di festa per le feste natalizie. Piersilvio con la moglie Giuditta e il figlio Gianmaria tornavano a casa dal cenone della vigilia di Natale con la nuova Ferrari rossa fiammante, imbacuccati nei loro giacconi di pelle pesante e avvolti nelle sciarpe di cashmere.
- In fondo non abbiamo pagato poi tanto per essere la sera di Natale - disse Giuditta rivolgendosi al marito - duecento euro a testa non sono poi una gran cifra, se pensiamo a quanto abbiamo mangiato e a come ci siamo divertiti... A proposito, hai comprato poi il regalo per la zia Elvira? Lei è sempre tanto gentile con noi! -
- Certo cara che l'ho comprato! Le ho preso quel bel servizio in argento che abbiamo visto l'altro ieri. Vediamo però se ci siamo dimenticati di qualcuno: i miei genitori ok, i tuoi idem, mia sorella col marito e i figli a posto, tuo fratello con la sua nuova fiamma anche loro sistemati. Possiamo dormire tranquilli - aggiunse Piersilvio.
Entrarono in casa: quella sera la servitù, ovviamente, era libera. Accesero le luci del grande lampadario in vetro di Murano che troneggiava al centro della sala, e si diressero verso la grande scala in marmo che conduceva al piano superiore.
- Mamma, papà, voglio aprire i regali - proruppe all'improvviso Gianmaria - me lo avevate promesso! I genitori cercarono di convincerlo a rimandare tutto alla mattina successiva, ma non ci fu modo di fermarlo. Gianmaria entrò nella grande sala al piano superiore dove era stato allestito un gigantesco albero di Natale e cominciò ad aprire i pacchi. I suoi occhi si illuminarono di gioia quando videro la nuova Playstation 3 fatta arrivare apposta dall'America, perché non ancora in commercio in Italia, ma d'un tratto il bambino cominciò a frignare. - Ma questa non è una cassetta per la Playstation 3, è per la 2; Babbo Natale si è sbagliato -. Giuditta lo tranquillizzò: - Non ti preoccupare, Gianmaria, gliela rimanderemo indietro e ce la faremo cambiare. Piuttosto, apri quel paccone grande là dietro al camino; Babbo Natale l'ha preso dai nonni e poi l'ha lasciato lì.
Il bambino cominciò a strappare velocemente l'involucro, e non credette ai propri occhi quando vide una splendida moto a batteria rossa fiammante.
- Questa ha le marce vere e può anche a toccare i 40 orari - incalzò Piersilvio; - ci potrai giocare nei viali del giardino! BUON NATALE GIANMARIA

ELATAN
Era buio. Quella sera nemmeno la luna rischiarava il cielo. Un vento gelido spazzava facendola girare vorticosamente la sabbia. Abdel, sua moglie Fatima e il piccolo Moustafà aspettavano ansiosi nella notte, con un altro centinaio di persone, l'arrivo dell'imbarcazione che li avrebbe condotti verso una vita migliore, un lavoro qualunque, una casa tutta per loro, non più fame, non più malattie: era questo il loro sogno. Gli scafisti avevano detto loro: "Si parte la notte di Natale, ci sono meno controlli e potremo sbarcare in Italia con più tranquillità". La carretta del mare arrivò; era piccola per contenere tutte quelle persone, ma riuscirono a farli salire lo stesso, d'altronde, avevano pagato. A bordo c'era un puzzo di pesce marcio nauseabondo; la nave prese a rullare sulle onde che sembravano volerla inghiottire ad ogni istante. C'era tanto freddo, il piccolo Moustafà aveva i pantaloni corti e le scarpe tutte bucate, e Fatima era preoccupata perché le sembrava che scottasse.

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3 commenti:

  • gina il 21/02/2012 12:36
    È un racconto coinvolgente e ben scritto. Dovremmo riflettere tutti i giorni sulle assurdità della vita e cambiare qualcosa..
  • Anonimo il 28/11/2008 20:04
    Vincenzo caro, come ho fatto a perdermi il tuo racconto, è così straziante, che sei riuscito a farmi piangere.
    Il Natale, come tutti i giorni, dovremo fermarci qualche secondo e pensare che dietro l'angolo, c'è sempre qualcuno, che ha bisogno di noi, che soffre, che non ha niente per continuare a credere nei sogni.
    Chissà, forse un giorno riuscirò, ad esaudire il mio sogno natalizio, di cui ti ho parlato.
    Ti abbraccio.
    Angelica
  • MICHELA C. il 04/09/2008 16:55
    Triste storia di una triste, purtroppo, realtà. chissà se racconti come il tuo riescono a cambiare un po' le cose!---Ciao

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