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La scalata

A una mostra di quadri incontro l'amico Roberto insieme a una ragazza che non ho mai visto prima.
Ci salutiamo e lui mi presenta la sua nuova fidanzata, Simonetta che ha conosciuto a una festa due mesi fa. È una biondina piccola, con gonna nera con lustrini e un buffo cappellino. Il mio amico le dice che faccio lo scrittore, ho una bella biblioteca e lei sembra interessata. Per non apparire troppo superbo devio il discorso sul mio amico Francesco, un conte che vive in una villa con parco e possiede una biblioteca migliore della mia.
Alla fine ci salutiamo e non li vedo più per alcune settimane.
Un pomeriggio caldissimo vedo entrare nel mio studio Simonetta, da sola. Sono sbalordito dalla sorpresa; le offro una sedia, una gassosa. La ragazza si siede; è tutta accaldata e si asciuga il viso con un fazzoletto di pizzo. Mi racconta che ha saputo dal suo fidanzato dove abito perciò, trovandosi nel mio paese e avendo un'ora libera prima dell'arrivo della corriera, è venuta a trovarmi.
Chiacchieriamo di cose generiche e le mostro alcuni libri di arte, ai quali appare interessata. È un pomeriggio di settembre, ben soleggiato e nella mia stanza esposta a sud fa molto caldo. Lei ogni tanto si agita inquieta: tira la camicetta che si appiccica alla pelle a causa del sudore, oppure smuove la gonna troppo aderente al corpo. Mentre fa questi gesti io intravedo un po' il seno e le belle gambe bianche.
Passa ancora del tempo. Col caldo che fa, dice lei, sarebbe bello passeggiare in un bosco, magari in quello del mio amico, il conte Francesco.
L'idea mi pare ottima. Potremmo andare là con la mia automobile, trascorrere il resto del pomeriggio a visitare il parco e la villa, poi a sera accompagnerei Sonia a casa.
Purtroppo oggi non posso. Devo finire di correggere queste maledette bozze; è un lavoro lungo, sono in ritardo e devo spedirle all'editore prima di sabato. Le dico questo aggiungendo che la accompagnerò da Francesco la prossima settimana. Restando d'accordo così lei va via e mi lascia al mio lavoro.
Il giorno seguente trovo Roberto e chiacchierando gli dico che la sua ragazza ama l'arte e ha apprezzato i miei libri sui pittori. Lui fa una faccia stupita:
"Simonetta è stata da te?"
"Sì, credevo tu lo sapessi."
L'amico non dice niente. Parliamo di tante altre cose fino al momento di salutarci.
La settimana successiva evito di sovraccaricarmi di lavoro e mi tengo pronto per l'arrivo di Simonetta. Quando verrà la accompagnerò a visitare il parco e trascorreremo un bel pomeriggio insieme. Ma la ragazza non viene.
Alcuni giorni dopo ritrovo il mio amico che mi dice sorridendo:
"Ho parlato con Simonetta. Poverina, era rimasta a piedi il giorno che è venuta da te; aveva perso la corriera e non me lo aveva detto per non farmi stare in pena. Ma d'ora in avanti staccherà prima il lavoro per arrivare in tempo alla stazione. Sai, ci siamo fidanzati ufficialmente e appena avrò messo da parte il denaro sufficiente ci sposeremo."
Le astuzie femminili sono infinite. Il fidanzato è un uomo medio e lei era pronta a lasciarlo per farsi corteggiare da me. Inoltre io potevo servire da gradino per arrivare al conte Francesco, scapolo pure lui. Ma io parlando con Roberto ho rovinato il suo piano.
Adesso Simonetta ha rinunciato a questa scalata sociale, per paura di perdere il fidanzato che ha.

Settembre 2001

 

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