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Passioni

La commessa della merceria sta pulendo la vetrina. Ci passo davanti, la guardo, lei mi guarda qualche secondo più del solito.
Passo tutte le mattine davanti al suo negozio e qualche volta la vedo, anche se non ho mai parlato con lei. Questa mattina ha un vestito nero che mi piace, il volto con una espressione intensa, i movimenti sinuosi
Ecco. È successo. Mi sono innamorato di lei. Da adesso ho perduto la tranquillità e la pace. Non dormirò, non mangerò, non riuscirò più a lavorare penserò solamente a lei.
Nel presente non è così grave. È una esperienza che ho fatto decine di volte in passato. Da giovane questa esperienza mi travolgeva e ne uscivo dopo mesi o anni, distrutto e annichilito. Adesso posso controllarmi meglio e limitare i danni.
Dunque adesso devo trovare il modo di conoscerla. Entrerò nel suo negozio per comprare dei bottoni; l'amore, si sa, costa denaro e questo è solo l'inizio! Per notti e giorni penserò a lei; so per esperienza che saranno tutte fantasie irreali, ma sono così piacevoli!
Lei è sicuramente diversa da come io la immagino; quando le parlerò me ne accorgerò, ma non subito perché le donne sanno simulare e mi ci vorranno mesi di compagnia per scoprire il suo vero carattere. Quando lo avrò scoperto forse troverò in lei molte cose che non mi piacciono, ma nel frattempo mi sarò impegnato e non potrò più abbandonarla.
Tutto il vecchio cliché si ripete, tutto il vecchio palcoscenico fatto di trucchi, lustrini, riflettori, corde, cartapesta, scenari finti che portano al matrimonio. Le volte passate sono riuscito a sfuggire, per puro caso, al matrimonio. La fortuna mi assisterà anche questa volta? Perché si tratta di fortuna, non di bravura, sfuggire all'impegno dell'unione e ritornare artista libero.
Se mi fossi sposato avrei certamente divorziato dopo poco tempo. Con il mio carattere questa conseguenza è inevitabile. Non sopporto neanche il legame d'amicizia con persone affini a me, come posso sopportare l'unione con una donna?
Lo stesso pomeriggio sono seduto al bar insieme a un tizio. Io non lo ascolto, ma penso alla ragazza della merceria. Non so niente di lei, né da dove viene, né dove abita, né l'età e neanche il suo nome! Dovrò chiedere informazioni agli amici prima di abbordarla; dovrò sapere almeno se è libera oppure sposato.
Poi dovrò fare gli appostamenti; i lunghi, massacranti appostamenti per conoscere le sue abitudini, i suoi orari di apertura e chiusura, che locali frequenta per poterli frequentare anche io. E tutto questo presto, prima che finisca l'estate. In autunno le giornate sono fredde e piovose; lei uscirà meno e avrò meno occasioni di incontrarla.
Da questo pensiero sorge l'ansia. Addio ai libri che erano tutto per me e adesso non mi interessano più. Addio alla ricerca, alla Letteratura, alle passeggiate in campagna insieme ai cani randagi. Questo modo di vivere mi pare lontanissimo dopo che nella mia testa è entrata lei.
Sul marciapiede passa una donna con un vestito azzurro. Dalla spaccatura intravedo le gambe bianche. Porta i capelli annodati che poi ricadono in una treccia. Il volto è luminoso e meraviglioso.
Chi è? Forse è la sorella o l'amica di una che conoscevo e che si è trasferita anni fa. Le vedevo sempre insieme in quegli anni. Dio come è diventata bella! Lei è la donna della mia vita.
Adesso dovrò conoscerla, fare amicizia, invitarla a passeggio Ma dovrò fare presto perché l'estate sta per finire e
E la ragazza della merceria? Come appare sbiadita e insignificante! Adesso mi è completamente indifferente; significa che sono guarito da quel vecchio amore.

Agosto 2001

 

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