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Doppio intrigo per Norman Parker

Misterioso decesso durante il concerto di apertura della stagione di musica lirica tenuto ieri al Royal Opera House. La famosa soprano francese Yvette Bourgueis aveva concluso brillantemente la prima parte della sua esibizione e si accingeva a ringraziare il pubblico per la moltitudine di omaggi floreali che continuavano a giungere sul palco accompagnati da calorosi applausi. La vedette aveva attirato, nel famoso teatro della zona di Covent Garden, un enorme numero di spettatori che aveva fatto registrare il tutto esaurito. L’intervento degli uomini della polizia è stato tempestivo ma non è riuscito a stabilire la causa di una morte tanto improvvisa quanto inaspettata.
Tutto farebbe pensare ad una paralisi cardiaca ma coloro che la conoscevano escludono l’ipotesi in quanto la donna era sanissima sotto questo aspetto; qualcuno, invece, ipotizza che potrebbe trattarsi di omicidio ma non è stata ritrovata alcuna traccia utile ad avvalorare tale tesi. Sul corpo della sventurata non è stata rinvenuta alcuna ferita ne altri segni che possano indurre a pensare ad un omicidio. Il cadavere, pertanto è stato affidato all’esame del Coroner da cui si attende un responso definitivo. Pertanto tutto sembra coperto dal massimo riserbo mentre il caso si avvolge in una coltre di mistero. Secondo voci non ufficiali, le indagini del caso sarebbero state affidate all’ispettore Norman Parker della sezione omicidi di Scotland Yard, noto per aver già risolto brillantemente altri complicati casi avvenuti nella nostra città .
Così si leggeva alle prime pagine del Times e del Daily News usciti la mattina di…
lunedì 21 febbraio 1937.

Era una mattina talmente grigia ed uggiosa che sembrava scoraggiare la gente dall’uscire dalle proprie case. La neve accumulatasi nei giorni precedenti si stava sciogliendo a causa di una pioggia frustante che, contro ogni possibile previsione, aveva preso il posto dei candidi fiocchi creando sul selciato una fanghiglia gelida ed insidiosa. I passi di Norman Parker risuonavano gracidanti nella strada deserta. Il suo sguardo di rivolse al terzo piano dell’imponente edificio della storica sede di Scotland Yard; la finestra del suo ufficio era già illuminata.

“Complimenti Norman, -disse il detective Gordon- il tuo nome è su tutti i giornali di Londra.”
“Già. -rispose- Vorrei solo sapere chi ha messo in giro questa notizia. Quel caso non è stato affidato a me!”
“Ne sei proprio certo? Se fossi in te guarderei sulla tua scrivania. Se non sbaglio dovrebbe esserci una comunicazione scritta che arriva direttamente dal gran capo. Ieri sera, quando è accaduto il fatto, ti abbiamo cercato ovunque ma tu eri letteralmente sparito. Sembra quasi che diventi invisibile quando non sei in servizio. Ma dov’eri?”
Norman lesse il biglietto dell’ispettore capo Dawson, sul suo viso apparve un sorrisetto ironico.
“È vero, -disse- pare proprio che il caso sia di mia pertinenza. Mi chiedevi dov’ero? Ero a cena con mia moglie in un ristorante di Covent Garden, nei pressi del Royal Opera. Purtroppo la notizia della disgrazia mi è giunta troppo tardi. Quando sono arrivato sul luogo voi eravate già andati via ed il corpo era già stato prelevato dal Coroner. A quel punto non mi restava che dare un’occhiata in giro e ritornarmene a casa, tanto più che non ero in servizio né tanto meno sapevo che quel caso venisse affidato a me. Ma ora che lo sappiamo, ci conviene metterci subito al lavoro.”

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1 commenti:

  • Anonimo il 17/06/2010 11:59
    Linguaggio di valore. Bravo

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