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La donna con il cane

Nelle mie passeggiate autunnali lungo l'argine di un fiume, incontro spesso una donna con un cane.
Io amo profondamente gli animali, soprattutto i cani; questo mi annusa, scodinzola, io lo accarezzo e l'amicizia è fatta, col cane e con la signora.
È una 50enne ancora piacente con la pettinatura a caschetto e il vestito sobrio, non appariscente. Sarebbe stato difficilissimo, se non impossibile, conoscerla e fare amicizia. Invece, con il cane come intermediario, tutto si è svolto in pochi minuti.
Nei pomeriggi autunnali col sole o con le nubi, incontro la signora, poiché lei esce con qualunque tempo. E ogni volta io la saluto, accarezzo il cane e poi restiamo a chiacchierare. Le prime volte parliamo del cane, del tempo troppo umido, di come sarà l'inverno successivo. Nei pomeriggi seguenti gli argomenti delle nostre conversazioni cambiano Un poco alla vota la donna mi parla di lei, della sua vita interiore, del suo passato e dei suoi progetti futuri.
Quando era ragazza, ricca e bella, sua madre pretendeva che sposasse un uomo di pari condizioni sociali. E una sera arrivò lui, il chirurgo, un bell'uomo ricco e importante. Il fidanzamento, i progetti futuri, la casa nuova, l'arrivo del figlio Con un po' di amarezza mi racconta tutto questo, come se non fosse stata completamente felice, come se mancasse sempre qualcosa. E infatti c'è qualcosa che non va. Il marito la trascura per gli impegni di lavoro, i parenti sono ipocriti, i suoceri odiosi
Adesso siamo in ottobre; il sole è giallo e basso e i pomeriggi sono corti. La signora continua il suo racconto narrandomi avvenimenti sempre più scottanti e scabrosi. La vita matrimoniale peggiora sempre più. I disaccordi aumentano. Il marito si rivela un uomo volgare che corteggia una ragazza più giovane di lui, una ballerina da night. Questa relazione suscita un piccolo scandalo, subito soffocato.
Dapprima il marito sembra pentito e rientra nella famiglia. Ma poco dopo riprende la sua relazione clandestina. È il divorzio. L'ex marito va a vivere con l'altra donna. Adesso la signora è rimasta sola nella grande villa che intende vendere e trasferirsi in un altro paese.
Arriva novembre con i pomeriggi nebbiosi. La nebbia attutisce i contorni, funge quasi da griglia di confessionale che consente di svelare segreti vergognosi. Le confidenze si fanno più ardite e scabrose. La signora descrive particolari sempre più intimi e indecenti: il marito è un uomo violento con maniere rozze di comportarsi in casa e a letto
È arrivato dicembre. Tutto quello che c'era da dire è stato detto: gli errori, le debolezze, i vizi. Adesso rimane un senso di vuoto e di insoddisfazione. La signora esce anche con il gelo e il pallido sole invernale. Le cose non sono mai come le immaginiamo quando siamo giovani. Tutti gli eventi piacevoli nascondono lati tristi e oscuri dei quali non sospettavamo l'esistenza e che scopriamo solo dopo averli provati. Queste sono le sue ultime riflessioni.
Poi un giorno la signora manca alla sua abituale passeggiata con il cane. In seguito, per colpa delle burrasche di neve, anche io preferisco restare in casa.
La primavera successiva, in marzo, vengo a sapere che la signora ha realizzato il suo progetto. Ha venduto la villa e si è trasferita in un altro paese.

Settembre 2001

 

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