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Gli sguardi

Un'amica che ho invitato in piscina è già impegnata col ragazzo e mi suggerisce di portare la sua amica Mary.
All'inizio non riesco a capire di chi si tratta; poi, dalle descrizioni intuisco trattarsi di una ragazza che passa davanti a casa mia tutte le mattine per andare dal giornalaio a comprare la puntata del fotoromanzo.
Così la mattina dopo la guardo mentre passa. È una ragazza insignificante, grassottella, capelli corti e con gli occhiali. Inoltre è molto più giovane di me.
Le mattine successive lei non mi guarda, o mi guarda appena, ma intuisco che desidera conoscermi, intuisco che si aspetta che la saluti, che le dica qualcosa. Io la guardo un attimo e non dico niente. Non saprei cosa dire. La sua amica le ha parlato di me, le ha parlato dello scrittore, dell'artista, e adesso questa ragazza si è fatta delle illusioni matrimoniali su di me.
Circa una settimana dopo la ragazza cambia atteggiamento. Adesso è diventata sfacciata e quando ci incontriamo lei mi guarda seria: punta i suoi occhi nei miei e non smette di fissarmi. Io invece la guardo per un secondo, poi sposto lo sguardo da un'altra parte. Lei vuole conoscere me, e io invece non voglio conoscere lei. È ancora una ragazzina con la testa piena di sogni e di illusioni.
Per molte mattine, quando ci incontriamo, la ragazza mi guarda senza abbassare gli occhi. La guardo anch'io. I suoi occhi sono seri ed esprimono un rimprovero, sembra che dicano: <che cosa aspetti a dirmi qualcosa?> Sento che si è profumata in modo esagerato. Manda un profumo intenso, troppo carico che lascia una scia anche quando è passata. Ma io resto silenzioso.
I suoi sguardi di rimprovero durano alcune settimane. Adesso ha capito che non funzionano, che ha sbagliato espressione. E allora ha cambiato modo di guardarmi. Adesso mi guarda in maniera dolce. I suoi occhi sono diventati un sorriso e un invito. Dalla sua amica ho saputo che è andata da un vecchio mago per comprare un amuleto.
Passano ancora giorni e io penso che sono stato troppo crudele con una ragazzina semplice e buona che non merita questo. Ma la Natura ha voluto che l'amore sia un gioco crudele. Comunque decido di rimediare e quando ormai non se lo aspetta più decido di accontentarla.
È arrivato l'autunno e se non lo faccio ora, in inverno sarà più difficile poiché lei uscirà poco. Dalla sua amica ho saputo che è morta sua nonna e in questo periodo lei si sente triste e passa le ore davanti alla sua tomba.
Così, una mattina mentre la incrocio sul marciapiede le dico semplicemente:
"Ciao Mary."
"Buongiorno."
"Ho sentito che è morta tua nonna."
"Sì."
"Ti dispiace molto vero? Anche a me dispiace."
"Grazie."
"Vieni, ti accompagno al cimitero."

Settembre 2001

 

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