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La ragazza del sexy shop

Una mattina passo davanti a un sexy shop e mi fermo per guardare le vetrine. Ci sono baby-doll, frustini e scarpe con tacchi a spillo. Questi oggetti nella luce bianca del giorno perdono un po' del loro fascino.
Poiché sono disoccupato spingo la porta ed entro nel paradiso dei sogni dell'uomo. I fondatori di religioni si sono ispirati al sesso per inventare i paradisi e gli inferni; perché naturalmente gli opposti sono lontani visti davanti, ma vicini visti da dietro.
All'interno tutto è morbido, curvilineo, ovattato e accogliente. Qui dentro nelle luci rosse c'è tutto il mondo del sesso, illusorio e irreale, creato dalla fantasia dei maschi. Qui si trovano tutti i sogni, le fantasie, le illusioni che il sesso femminile, per secoli, ha suscitato nella mente dei maschi. Ci sono foto di ragazze con bocche rosse semiaperte, seni grossi, gambe slanciate, glutei sporgenti: tutta illusione. Ma per questa illusione l'uomo vive, lavora, si sacrifica e talvolta uccide.
In mezzo ai falli giganti, vagine di gomma e mammelle gonfiabili sta lei, la ragazza vera. Appare sbiadita e un po' scialba fra le bambole colorate e superdotate che stanno intorno.
Gli scaffali sono zeppi di richiami e sorridenti attrazioni. La ragazza invece sta seria e struccata dietro il banco. Dalla sua freddezza, dal suo distacco, intuisco le avances sessuali che ha incontrato stando lì, dentro il tempio del sesso. Così ha adottato un atteggiamento adatto per scoraggiare le proposte oscene.
Quando entra un uomo, la ragazza con la sua sensibilità femminile, capisce subito la psicologia del cliente, intuisce che tipo di uomo è, che tipo di illusione egli cerca e desidera. Adesso lei sta guardando me e aspetta. Io, dopo averla salutata, guardo le mutandine a forma di cuore, i baby-doll trasparenti, i vestiti neri a rete eccitanti anche sui manichini colorati e maggiorati. Ma la vita di coppia è tutta un'altra cosa; è fatta di lavoro, responsabilità, routine, qualche momento di gioia e tanta sofferenza, tanta noia.
Dopo aver ammirato tutto, compro la cosa che costa meno, cioè una rivista patinata che butterò nella spazzatura dopo poco tempo. Molte volte anche l'uomo vorrebbe buttare nella spazzatura la donna che ha appena sposato. Poiché dopo essere stato a letto con lei, dopo pochi secondi di paradiso e di oblio, ritornano i problemi: l'affitto da pagare, alzarsi presto per andare a lavorare, il figlio in arrivo, il corredino da comprare Tutte queste cose la donna le sa e le sente di istinto. L'uomo invece no. Non pensa volentieri a questa parte, che è la più grande, del matrimonio. Quando questi pensieri arrivano alla sua mente, egli li accantona subito. L'uomo preferisce pensare ai seni, al sesso della sua donna, e niente altro.
La donna vede la visione illusoria dell'uomo. Invece l'uomo non vede la visione pratica della donna. La differenza è tutta qui. Queste vedute, separate da un abisso, dapprima uniscono gli opposti come complementari. Dopo qualche anno dividono gli opposti per incomprensione e incomunicabilità.
E non finisce qui: l'uomo cercherà un'altra donna, una differente dalla prima e ricadrà nel trabocchetto. Poiché non esistono donne differenti; le differenze fra loro sono solo in superficie. Nel profondo, lo schema che la Natura ha impiegato per costruire la mente della donna, è sempre lo stesso. Questo vale anche per l'uomo.
Tenendo la mia rivista fra le mani saluto la ragazza ed esco fuori, alla luce del sole.
I problemi fra i sessi non saranno mai risolti. I giovani percorreranno questa strada sempre uguale. Le rose e le spine, il piacere e il dolore, in una canzone vecchia ma sempre nuova per quelli che nascono senza memoria e con il desiderio di giocare al gioco della vita.

Agosto 2001

 

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