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Felicità

La fisica afferma una verità e la psicologia afferma l'opposto; alla fine ha ragione la psicologia. Ecco l'esempio: ci sono due strade; la prima è lunga un kilometro, la seconda è lunga 2 kilometri. Un uomo percorre a piedi le due strade. Qual è la più breve? La prima, dice la fisica.
Sulla prima strada passano automobili e camion. La seconda strada invece è sull'argine di un fiume e si vedono spiaggette dove prendono il sole donne seminude. La psicologia afferma che questa è la strada più breve, e l'uomo che la percorre è d'accordo.
Un minuto sulla poltrona del dentista e un'ora vicino a una bella ragazza. Qual è il tempo più breve? Il primo risponde la fisica; il secondo dice la psicologia.
Lo stesso paragone vale per il sesso nuovo e quello conosciuto. Quando il sesso è conosciuto, familiare, stabile come quello della moglie, allora sazia presto e l'uomo prova la nausea. Quando il sesso è nuovo, proibito, incerto, clandestino, allora è attraente e l'uomo prova un piacere prolungato. È più lungo da sopportare un mese da marito che un anno da fidanzato!
Io avevo conosciuto Monica a Belfiore, per puro caso, per merito della fortuna. In quel pomeriggio di pioggia in marzo, la ragazza si sentiva sola, depressa, insicura e io sono arrivato per consolarla proprio al momento giusto.
Dopo che abbiamo fatto l'amore, io pensavo che sarebbe tutto finito. Invece ci siamo incontrati anche nei mesi successivi e abbiamo continuato a fare l'amore per tutto l'estate, di nascosto da familiari e parenti. Nessuno sapeva niente di questi incontri. Il nostro era un amore precario, clandestino, segreto, proibito. Ecco perché era così emozionante.
Questo rapporto è durato quasi un anno; un tempo lunghissimo per un piacere sessuale sempre con la stessa donna. Ma a ogni incontro io provavo il sapore della novità e della sorpresa, poiché sapevo che ogni volta che spogliavo Monica, poteva essere l'ultima volta.
In settembre la ragazza mi ha convinto a presentarmi ai suoi genitori, e siamo diventati fidanzati ufficiali.
Dopo quel momento il sesso di Monica non mi piaceva più, non mi interessava più, non mi eccitava più. Era diventato un sesso obbligatorio, consueto, abitudinario, senza novità. Dopo il fidanzamento, dopo che tutti sapevano che questa era la mia donna, mi arrivò subito la noia, la nausea. Smisi di fare l'amore con Monica e la sua compagnia mi infastidiva. Con molte difficoltà ho rotto il fidanzamento e ho recuperato così la mia libertà.
Il dolore è una sensazione che ci obbliga ad agire; la noia è una sensazione che ci obbliga a fermarci. Dapprima nasce la sofferenza, provocata dal desiderio di ottenere un oggetto o una donna. L'uomo lotta per conquistare una donna e nell'attimo che ci riesce egli è felice. Ma poco dopo cala l'interesse per quella donna; allora l'uomo si sente sazio, nauseato, annoiato.
La felicità è l'attimo del salto fra il dolore e la noia; ecco perché è così breve. <<La felicità è il desiderio di quello che non abbiamo>> scriveva Barbusse.
Monica non conosceva lo scrittore francese, ma, con il suo intuito femminile, diceva che in questo mondo non esiste la felicità, c'è solo la serenità, se uno sa conquistarla.
Sono trascorsi alcuni mesi e Monica si è sposata. La vedo spesso a passeggio col marito, un uomo robusto, completamente calvo e forse molto geloso.
Adesso questa donna mi attira ancora, mi eccita ancora e sento che, se avessi una relazione con lei, sarebbe piacevole e piccante.

Gennaio 2002

 

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