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L'amicizia

Una domenica d'inverno mi trovo ad Angiari. Poiché fa freddo decido di andare a scaldarmi, come al solito, davanti al camino dell'amico Egidio. Questo uomo fa il contadino e la mia amicizia con lui dura da molti anni.
In primavera trovo Egidio in campagna a seminare, o nel vigneto a potare le viti. In estate egli sta nell'orto a raccogliere pomodori. In autunno è nel vigneto a raccogliere l'uva e poi in stalla a pigiare, torchiare e mettere l'uva nelle botti. Io adoro vedere i lavori dei campi e mi piace aiutarlo un poco.
Durante i lunghi mesi invernali Egidio sta seduto accanto al camino a fumare la pipa. Molti amici suoi vanno là, e io mi siedo fra loro e mi diverto ad ascoltare le storie di una volta.
Ma questo pomeriggio la sua fattoria è chiusa. I vicini mi dicono che Egidio è all'ospedale e sta per morire.
Nella casa dei vicini, incontro molti amici di Egidio. Resto a parlare con loro e rimango sorpreso, terribilmente sorpreso.
Un vicino mi elenca i difetti del moribondo, le sue colpe vergognose, i vizi, le mancanze. Non c'è più stima né rispetto per lui.
Un amico di Egidio sparla di lui, lo critica e gli versa addosso cumuli di fango. Un altro mostra tutto il suo odio, il rancore represso, la gelosia, la rabbia, l'invidia.
Eppure io ho incontrato questi uomini quando frequentavano la fattoria. Sembravano tutti amici buoni e generosi. Adesso si rivelano quello che veramente erano: adulatori, ipocriti, falsi e opportunisti. Amici interessati che hanno comprato i favori leccando e adulando il fattore quando poteva dare.
Pochi giorni dopo Egidio muore e il giorno del suo funerale è grigio e gelido. Davanti alla chiesa, lungo il corteo e perfino in cimitero gli amici seguitano a sparlare sottovoce.
Erano amici perché era conveniente per loro, perché ricavavano vantaggi. Avevano gesti servili e parole ipocrite perché avevano timore o perché desideravano ricompense. Adesso che Egidio è morto, adesso che non serve più, gli amici si trasformano in belve che mordono e che sbranano.
Questa è l'amicizia umana. Quella disinteressata forse non esiste, o è talmente rara che è come se non esistesse.
Tutte le utopie morali, etiche e religiose sono solo montagne di parole. Solo la mancanza di potere trattiene le persone. Se diamo il Potere all'uomo più buono di questa terra, egli diventerà di colpo un tiranno spietato. Perché uomini e donne sono belve, e questa è la sola realtà.

Gennaio 2002

 

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2 commenti:

  • francesco lasorsa il 04/01/2009 11:54
    complimenti davvero^_^ bellissimo, e come dice lei, è purtroppo reale^_^
  • lupoalato maria cannavacciuolo il 15/02/2008 13:31
    BELLO! Scritto benissimo e purtroppo REALE! Vedi il mondo è questo "TUTTI PENSONO DI ESSERE MIGLIORI e CHI E MIGLIORE DI LORO, e LA PERSONA DI CUI SPARLARNE". Ma per fortuna ci sono persone come te che conservano il ricordo di un VERO amico! Conservale che è IMPORTANTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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