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La lunatica

A casa di un amico ho conosciuto Milena, una ragazza bionda che mi è subito piaciuta e adesso desidero conoscerla di più.
Un pomeriggio la incontro per strada, la invito al bar e lei accetta con entusiasmo. La porto in un bar piccolo ma caratteristico. È un locale stile liberty con le luci schermate da paralumi rosa e azzurri. Al cameriere, lei ordina una cioccolata e io un vermouth.
Milena è una ragazza bella e dolcissima; i suoi capelli biondi sono un'aureola al verde degli occhi, che incantano. Dalle vetrate vedo le ombre della sera avvolgere il paese, là fuori, con nebbia e tenebre. Ma qui dentro, nel nostro tavolino in un angolo, mi sento protetto come in un dolce rifugio.
Milena mi sta raccontando tante cosette della sua giornata; io ascolto la sua voce graziosa, sento il suo profumo e sono avvolto da un alone di tepore. Questi momenti deliziosi in sua compagnia mi fanno provare una sensazione di ebbrezza.
Il tempo del piacere, si sa, corre in fretta. Siamo qui da quasi due ore e adesso la ragazza guarda l'orologio e dice che deve andare.
Usciamo fuori e ci immergiamo nel freddo e nell'oscurità della notte di nebbia. Il paesaggio è cambiato: le vie si perdono nel buio, le case sfumano, i lampioni appaiono sfocati. Restando vicini accompagno a casa la ragazza. Arrivati all'ingresso della sua villetta, la abbraccio prima di separarci e mi sembra di abbracciare qualcosa di soffice e meraviglioso. Poi lei sale alcuni gradini e scompare oltre la porta. Allora faccio ritorno a casa, felice di aver fatto amicizia con questa splendida ragazza.
Due giorni dopo, in un pomeriggio freddo ma col sole, mi trovo seduto al bar all'angolo della via dove abita Milena, in attesa di rivederla.
Da lontano vedo la ragazza uscire di casa e camminare verso di me. Allora mi alzo, mi pettino i capelli e resto in attesa di salutarla.
La ragazza arriva davanti al bar e prosegue dritta senza guardarmi. Per un attimo resto allibito. È impossibile che non mi abbia visto; poi vedendo che sta allontanandosi, la chiamo sottovoce:
"Milena Milena "
Lei continua a camminare allontanandosi ancora di più. Ma perché fa così? La chiamo ancora, questa volta correndo verso di lei:
"Milena "
Lei si ferma e si volta:
"Ah. Ciao." dice con freddezza.
"Ciao. Come sei elegante! Beviamo qualcosa al bar?"
"No. Scusa sai, ma oggi non ho proprio tempo. Devo fare alcune commissioni e sono in ritardo."
"Posso accompagnarti a fare le commissioni?"
"No. Sono cose personali. E poi devo andare a prendere la mia nipotina che mi sta aspettando."
"Beh se hai da fare ciao."
"Ciao." Poi si volta e riprende a camminare.
Queste sono le donne e il loro modo di comportarsi. Sia che lo facciano consapevolmente per farsi desiderare, sia che agiscano inconsciamente seguendo il loro istinto, le donne da sempre fanno così, per far soffrire gli uomini.

Ottobre 2001

 

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