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Il poeta

Un amico antiquario mi ha fatto conoscere un vecchio professore in pensione che ha pubblicato un libretto di poesie. Questo uomo da giovane scriveva poesie e faceva una vita dissipata. Poi, a trenta anni ha cambiato vita; ha ripreso gli studi, si è sposato e si è fatto una famiglia.
Poiché mi interessa molto la letteratura, un giorno vado a casa sua. Il professore è un uomo grasso con la voce grave e la barba bianca. Mi fa entrare in uno studio con le pareti occupate da scaffali zeppi di libri e per due ore parliamo di scrittori. Il professore è un bibliofilo esperto e appassionato. Prima di lasciarlo egli mi invita a frequentare le sue riunioni settimanali a cui partecipano i cultori della letteratura.
Alcuni giorni dopo, in un pomeriggio freddo e nebbioso, mi trovo nuovamente nello studio del professore insieme ad altri studiosi: un giornalista, un mercante d'arte, due collezionisti di libri e un vecchio pittore.
Mentre siamo lì riuniti a discutere di libri e di letteratura, qualcuno suona alla porta. Arriva un giovane appassionato, attirato dalla fama del professore. Pietro, questo è il suo nome, è magro, ha i capelli lunghi e veste poveramente; quando parla di poesia i suoi occhi brillano e sembra che gli manchi la voce.
Il professore gli fa alcune domande e Pietro risponde in modo profondo e originale. Conosce a memoria il pensiero di Bertrand Aloysius, Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Breton, Trakl, Jozsef
Poi, cambiando argomento, il professore gli chiede:
"Ma tu quanti anni hai?"
"Trentadue."
"E che lavoro fai?"
"Il poeta."
"E niente altro?"
"No. La poesia richiede dedizione completa e non lascia tempo per altre cose."
"Ah! Che disgrazia, che disgrazia!" esclama il professore. Poi dopo una pausa riprende: " Perché, lo capisci vero, che è una disgrazia nascere poeta. Sei condannato a rimanere senza denaro, le donne fuggiranno da te vivrai in miseria e senza sesso! Ti pare una vita piacevole questa?"
"Ma io ho la poesia e questa mi basta."
"Adesso, ma quando sarai più vecchio la odierai e forse rimpiangerai tutto il tempo e le energie spese per lei."
Il giovane tace, perplesso, e rimane seduto al suo posto, mentre noi riprendiamo le discussioni su problemi estetici e letterari.
Alla sera, quando esco dalla abitazione del professore penso a quel giovane che non ho mai visto prima e che forse non rivedrò più. Il professore gli ha detto delle cose molto sagge: una profonda dedizione alla poesia è incompatibile con una vita normale fatta di lavoro, casa, moglie e figli. Il professore adesso ha una bella casa con un bel giardino; nelle stanze vicine ci sono la moglie, i figli e una bella nipotina. Ma il prezzo di queste cose è stato: la sua rinuncia alla poesia.
Però il professore si è molto infervorato, quasi arrabbiato nel tentativo di dissuadere il giovane dalla strada della Poesia. Sì, pensandoci bene, il professore si è troppo accalorato nello scagliarsi contro la poesia. Proprio lui che ama i libri e si considera un mecenate e un cultore della poesia.
Ma forse la sua foga serviva solo a lui stesso, per soffocare i richiami della sua vocazione che egli ha rinnegato. Forse il vecchio professore rimpiange di non aver fatto il Poeta povero e solo.

Novembre 2001

 

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