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Ritorno di un Eroe

Seconda parte del racconto: "Sulle tracce del lupo bianco".

... - Tanto tempo fa ci fu una piccola farfalla che la sera, dopo il calar del sole, diventava molto triste perché tutti i suoi splendidi colori svanivano appena il buio accarezzava le sue ali. Anche le sue amiche divenivano infelici: nessuna di loro, durante l'oscurità, poteva rallegrare l'amino di colui che le ammirava.
Una notte la piccola farfalla, non potendo più veder soffrire le sue compagne, decise di volare verso il cielo per cercare di raggiungere le stelle. Voleva implorarle per far svelare il loro segreto di così tanta lucentezza, nel buio... Volò tanto verso di loro che sfinita e senza più energie, perse i sensi e cominciò a precipitare verso la terra. La più luminosa delle stelle, vedendo tanta determinazione da parte di una così piccola e fragile creatura, si impietosì così tanto che decise di salvarla e di donare il segreto della lucentezza a lei e solo alle sue simili che avevano desiderato tanto tale dono.
Da quel giorno la farfallina lucente restò lassù a volare nel cielo e le sue notti non erano più accompagnate dalla tristezza. Sfrecciando da una stella all'altra sprigionava nello spazio un po' di polvere brillante che a volte poteva essere vista, se pur per un attimo, anche dalla terra.
E fu così che da allora, chiunque ha la fortuna di vederla volare, ogni volta esclama:
"Una stella cadente!"
ed ogni volta esprime un desiderio, con la speranza che la stella più lucente lo stia ad ascoltare. -

Nella ascoltava le parole della madre restando immobile, quasi incantata. Ricordando quella favola si sentiva di nuovo bambina, le ritornava il buonumore.
- È una storia bellissima, grazie mamma. Credi che sia accaduto tutto ciò anche alle farfalle lucenti del bosco di Hern? -
- Non lo so Nell, è solo una favola. Te l'ho raccontata tantissime volte ed in ogni occasione tu l'ascolti con lo stesso entusiasmo, come se fosse la prima volta. E ora? Dove vai? -
- Scendo giù. Cercatemi lì se avete bisogno di me. -
Prese un sottile ramoscello e andò in cantina, dove vi restò per un po' di tempo.

- Dai piccoletto, sali sulla mia mano. Non voglio farti del male.
Ancora non ti fidi? Ormai siamo diventati amici. -
Distesa per terra e alla luce di una candela, Nella si stava intrattenendo giocando con uno scorpione che aveva scovato quella stessa mattina, sotto ad una botte. Continuava a sospingere l'insetto ormai impaurito e stanco, con l'aiuto del ramoscello, per farlo salire e scendere dalla sua mano. Probabilmente voleva marcare nella sua personalità quanto appreso dopo la misteriosa avventura con il lupo bianco e le conseguenti lezioni di vita da parte del suo maestro ormai defunto.
Era così presa da quell'insetto che non si era accorta di ciò che stava per accadere all'esterno. Un evento tanto inusuale da turbare suo fratello Gilbert che rimase immobile a guardare in su, verso il cielo.

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