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VISITA AD UNA STRUTTURA OSPEDALIERA

Visita ad una STRUTTURA OSPEDALIERA REGIONALE


( Per rispettare la privacy, imposta dalla legge italiana a tutela di non si suppone bene chi o che cosa, in questo come nei successivi test, luoghi e nomi non verranno riportati o, nel caso saranno rigorosamente di fantasia. )

Sergio B. e Andrea C. si erano domandati: “ che cosa vi è di meglio che entrare in un ospedale per intraprendere la nostra indagine sui guai dell’Italia? ”
Niente.
Si erano domandati subito dopo: “ quale è la regione più pubblicizzata in positivo?”
“La Lombardia, perdinci! “
“ E noi, doverosamente, la scegliamo. “
A questo era seguito un terzo interrogativo: “ quale luogo è più indicato di un Pronto Soccorso per tastarne il polso?”
Niente, è il più.
“ E quale giorno lo è più di una domenica pomeriggio? “
Nessuno, è il più dei più.
“ Come ci presentiamo? “
“ Nell’auto accanto a noi infiliamo un ragazzino che conduciamo di tutta fretta all’ospedale perché lamenta dolori acuti nel basso ventre. Strombettando e pigiando sull’acceleratore superiamo i semafori con il rosso. Magari avremo l’onore di essere scortati da una pattuglia di vigili. “
“ Avremo la precedenza assoluta, cazzo, corsie spianate, medici premurosissimi, abbiamo calcolato ogni particolare per esordire con un campione attendibile.”
“ Non sarei tanto ottimista, temo invece che faremo un buco nell’acqua.”
“ Impossibile. Come ben conosce chi si fregia della tessera ASL ( cioè tutti i cittadini italiani ed anche gli extra residenti ) i medici di famiglia ed i pediatri smontano di servizio venerdì alle diciassette e riattaccano il telefono dello studio il lunedì mattina; dai loro cellulari risponde una voce asettica che lo dichiara o scollegato o irraggiungibile. È evidente che non ignorando tutto questo, le strutture pubbliche si saranno adeguatamente organizzate per fronteggiare una super richiesta di prestazioni.”
“ Bah, vedremo…Per intanto procediamo.”
Scelto dietro compenso di dieci euro ( meglio: dietro la promessa di un compenso di dieci euro, ndr ) un dodicenne che Sergio aveva notato mentre tirava calci contro le biciclette appoggiate nel cortile del caseggiato, e non sbagliava un colpo, alle sedici della prima domenica di settembre " quando infervoravano le partite di calcio e chi non è interessato a questo sport cerca riparo sotto i rami di alberi compiacenti " i Nostri partirono, non senza celare una certa apprensione che avrebbero sconfitto con un liquorino qualora avessero vantato un buffet fornito di una sola bottiglia.
Pigiando a tutta forza sull’acceleratore e sul clacson, con il fazzoletto bianco che pendeva dal finestrino della vettura, secondo un copione ormai demodé ma sempre efficace, Sergio & Andrea piombarono davanti alle sbarre dell’ingresso dell’ospedale.
Alto là.
“ Sta male. Mio figlio sta malissimo.”
“ Se godesse di buona salute non sareste qui, ma al lago, al mare, allo stadio. Allo stadio trovereste anche me, perdio. “
L’addetto parlava guardando altrove con un tono di voce alquanto seccato. ( Stava ascoltando per radio le partite del campionato, evidentemente la sua squadra del cuore non se la cavava bene senza il suo sostegno fisico. )

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4 commenti:

  • Chira il 24/06/2015 11:44
    Chi non ha provato e toccato con mano questa nostra realtà?! Credo che ogni italiano potrebbero raccontare le proprie vicissitudini nel mondo della "sanità" in Italia. Tu sei stato bravissimo e conosci benissimo il NO delle Case editrici... A distanza di anni spero ci abbiano ripensato, te lo meriteresti, con tutto il cuore.
    Chiara
  • Stanislao Mounlisky il 24/06/2015 08:32
    Anche io, in generale, non amo le parolacce, ma, come si dice a Roma, "quando ce vole ce vo'".
    È mai possibile, mi chiedo, che su più di 5200 lettori uno solo abbia commentato questo racconto che tocca realtà scottanti, che riguardano tutti e su cui si potrebbe discutere per ore ed ore?
    È certo: gli utenti di questo sito sono una massa di stronzi.
    Brutta cosa l'invidia da parte dei narcisisti imbrattacarte nei confronti di chi sa scrivere.
    Bravo, Pierluigi! Ciao. Stan
  • Anonimo il 24/11/2009 20:52
    Una considerazione più che corretta!
    Il sostanziale problema è: accadono episodi di questo genere in altre parti d'Europa?
    Proviamo a confrontare un pò, poi me ne dite.

    Piccolo appunto ** detesto le parolacce nei temi, in generale.
  • pierluigi ambrosini il 14/06/2008 11:49
    Non è un commento ( ne sono l'autore ) ma una considerazione. Il testo fa parte di un libro sui guai dell'Italia non accettato dalle Case Editrici ( qui ha avuto circa duemila lettori )
    Boh, ditemi voi...

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