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Sensazioni... da una canzone

Cade la pioggia, TIC... TIC... TIC... la sento battere sul vetro della mia finestra: è malinconica, guardo fuori, osservo quelle piccole gocce che scivolano sul vetro e sembra quasi possano cancellare qualsiasi cosa, qualsiasi dolore.
Ma l'atenzione che prestavo a quelle goccioline viene distolta da un autobus, si ferma accanto al marciapiede e lascia scendere una ragazza, cammina lentamente e senza alcun riparo; guardandole il viso scorgo un velo di tristezza, gli occhi lucidi, e la pioggia confonde le lacrime.
Mi sembra di conoscere quello sguardo, quel viso, quell'espressione, che accomuna tutte le ragazze con il cuore spezzato.
Conosco già la storia, sempre la stessa, quella storia che pare una favola, che si crede infinita, ma che resta in bilico, come un acrobata sulla corda tesa ad un'altezza impressionante.
Quasi mi riconosco in lei, e questa sensazione mi accompagna.
Illusa e disillusa, tutto nel giro di poco tempo, a causa di quel qualcuno che non ci merita, che ci regala il mondo e che, cinque minuti dopo, ci toglie l'universo.
Quel mondo che ci teniamo sotto una campana di vetro, per proteggerlo dalle intemperie o anche da un leggerissimo soffio di vento, ma che viene distrutto ugualmente anche dopo tanto lottare.
Si dà tutti noi stessi per quella storia, per farla andare per il verso migliore, e quando tutto sembra perfetto, il nostro castello di carte... crolla!
La delusione cresce man mano che ci si rende conto che ci si è persi per sempre, perchè se è finita una volta ci sono dei motivi, e ritentare è inutile.
Poi, una telefonata che sembra ridare speranza, invece, sulle note di una canzone sibilò solamente: "La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto, ma scrivi tu la fine, io sono pronto. Non voglio stare sulla soglia della nostra vita, guardare che è finita. Nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi. E ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi, la strada che noi abbiamo fatto insieme, gettando sulla pietra il nostro seme; A ucciderci a ogni notte, dopo rabbia, gocce di pioggia calde sulla sabbia.
Amore, amore mio, questa passione, passata come fame ad un leone dopo che ha divorato la sua preda ed abbandonato le ossa agli avvoltoi.
Tu non ricordi, ma eravamo noi, quei due abbracciati fermi nella pioggia, mentre tutti correvano al riparo, e il nostro amore è polvere da sparo, il tuono è solo un battito di cuore
e il lampo illumina... senza rumore!
E la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto, ma scrivi tu la fine... IO SONO PRONTO!"

 

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1 commenti:

  • Francesco Garofalo il 27/09/2010 16:16
    Tu non ricordi, ma eravamo noi, quei due abbracciati fermi nella pioggia, mentre tutti correvano al riparo, e il nostro amore è polvere da sparo, il tuono è solo un battito di cuore

    fantastica