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La mia notte di luna

Era il 21 luglio 1969, la notte dello sbarco del primo uomo sulla luna. Io ero incinta del mio secondo figlio. Il primo, che aveva due anni, dormiva beato. Mio marito e i miei genitori erano andati a dormire anche loro, snobbando l'evento.
Io m'incollai davanti al televisore per seguire tutte le fasi dell'operazione commentate e spiegate con chiarezza e competenza dallo scienziato Enrico Medi. Non ricordo esattamente quando Armstrong posò il suo piede, leggero come una farfalla, sul suolo lunare. Ma doveva essere l'alba.
Ero così eccitata e stupita e percorsa da mille pensieri che non andai a dormire. Tanto il sonno non sarebbe venuto.
Gironzolai un po' per casa, feci fare colazione al mio primogenito e quando aprirono i negozi andai a fare la spesa.
Mi sembrava che a sbarcare sulla luna fossi stata io, tanto ero stordita, confusa e barcollante. Mi sembrava di vagare nello
spazio.
Perché vi sto raccontando la mia notte della luna? Perché in questi lunghi anni il mio entusiasmo di quella notte si è
volatizzato e la mia mente si è affollata di mille perplessità e domande. Dante, in un Canto dell'"Inferno" fa dire a Ulisse: "Nati non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude
e canoscenza". D'accordo, padre Dante, la conoscenza l'abbiamo acquisita, ma la virtude? Le mille perplessità e
domande in realtà si concentrano in una domanda per me fondamentale: le conquiste spaziali che fecero seguito a quel
primo passo leggero come farfalla, hanno portato vantaggi all'umanità? È legittimo chiederselo, sollecitati anche dalle
famose parole di Armstrong: "Questo è un piccolo passo per l'uomo ma un balzo gigantesco dell'umanità" I vantaggi indubbiamente ci sono. L'uso dei satelliti, per esempio, ci permette forme di comunicazione impensabili appena cinquanta anni fa. Le sonde spaziali esplorano pianeti lontanissimi da noi. Pare che su Marte ci siano segnali di possibili forme di vita. Correggetemi se sbaglio. Ma i vantaggi, tutti i vantaggi, anche quelli che, da profana, non conosco, sono per tutti gli abitanti di questa vecchia Terra?
In un libro di Chomsky che purtroppo non posso consultare perché, una volta prestato, ha preso il volo, si parla di un
Convegno di scienziati telematici. Dopo una relazione che illustrava i grandi progressi della comunicazione grazie alla nuova tecnologia, un delegato di uno dei Paesi "in via di sviluppo" prese la parola e disse: "Dalle mie parti la maggioranza delle persone non ha mai preso in mano una
cornetta del telefono" E mentre gli astronauti viaggiano nello spazio come su un treno ad alta velocità, qui, su questa
nostra vecchia madre Terra, che succede? Avanza la desertificazione, il clima è sconvolto al punto che il Pentagono, poco tempo fa, ci ha dato la bella notizia che
l'acqua del mare si sta riscaldando per cui, fra qualche decennio, molte terre saranno sommerse. Lo squilibrio fra Nord e Sud del mondo è scandaloso: i quattro quinti della umanità vivono con un dollaro o con meno di un dollaro al giorno. Dunque, i vantaggi ci sono ma non per tutti e coloro che beneficiano dei vantaggi ne fanno pagare i costi a chi, quei vantaggi, non ha. E allora, padre Dante, questa è virtude? La conquista dello spazio ha prodotto una cosa davvero inquietante ed è l'obiettivo che si sono posti gli americani fin dall'era di Regan: militarizzare lo spazio. Si, il famoso scudo spaziale che, sotto la presidenza di Bush senior, costò ai contribuenti americani dai 3 ai 4 miliardi di dollari. Ma non era Regan che voleva ridurre le tasse?

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7 commenti:

  • Franca Maria Bagnoli il 28/09/2007 21:27
    Grazie, Sara. Un abbraccio. Franca.
  • sara rota il 28/09/2007 18:03
    Chissà che emozione poter vedere il primo uomo sbarcare sulla Luna... anche se l'astronomia, i pianeti non mi entusiasmano mi è piaciuto leggere le tue emozioni.
  • Franca Maria Bagnoli il 28/09/2007 13:54
    Grazie, Silvana. Un abbraccio. Franca.
  • Franca Maria Bagnoli il 23/10/2006 19:05
    Grazie, Bruna. Ciao. Franca.

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