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che noia, piove e io devo anche stirare...

Sono meteoropatico, cioè mi faccio influenzare dal tempo, cioè se piove o nevica o grandina. Oggi piove e l'intuito mi dice che qualcosa di brutto capiterà a breve…. Sto aspettando una lettera… Dovrebbe essere arrivata stamattina… Potrei uscire e andare a vedere nella casella della posta, ma preferisco sublimare il momento presente… Cioè, i sentimenti sono importanti! Aspettare non significa che io stia "procrastinando", è solo che mi piace fantasticare un po’, tutto qui… No, la verità è che ho il triste sospetto che il contenuto della lettera sarà l'opposto di ciò che mi piacerebbe leggere. Perciò non la leggo…. Anzi, non vado nemmeno a vedere se è arrivata!!! Tiè! Se non piovesse probabilmente l'avrei già letta, ma piove… quindi avevo intenzione di uscire di casa, fare un paio di commissioni e poi avendo sublimato il momento durante l'assenza da casa, quando sarei tornato l'avrei aperta… Invece piove. Non ho voglia di uscire, cioè, uscirei ma non ho nemmeno un ombrello! …tanto è un temporale estivo e non dovrebbe durare molto. Così nell'attesa (poiché la lettera non so ancora se sia effettivamente arrivata) mi metto a stirare un po’. Un po’ di musica di sottofondo, no, con voi voglio essere sincero, metto in sottofondo l'audio di un film di Woody Allen… bhè, sì, ho una strana malattia ok? …si chiama "ossessione", mi ossessiono alle cose… ecco, ora sono ossessionato da un film di Woody Allen dal titolo "Manhattan". Che ci posso fare io? Cioè, io nel frattempo faccio i fatti miei, mentre l'audio di questo film mi fa da sottofondo. È perché credo di avere la "sindrome di Aspenger" che mi preclude i rapporti con gli altri e ascoltando questo film è come se la parte empatica di me iniziasse a prendere coscienza di sé stessa. No ecco, ho capito perché mi piace "Manhattan", perché i personaggi dicono esattamente quello che pensano. Allen è un genio perché ovviamente i dialoghi li ha scritti tutti lui, però nella vita reale non è così. Anzitutto nessuno ha un copione da cui leggere anche se molto spesso sembra proprio che la gente stia proprio recitando una parte. Vabbè, continua a piovere e io continuo a stirare. (…) Scusate un attimo, pensateci. Non può essere vero? Cioè che funzioni? Sapete come quella storia di imparare le lingue mentre si dorme, come si chiama? Messaggi subliminali, giusto? Bhè, non può funzionare anche quando uno è sveglio? Le frequenze forse entrano tra le sinapsi dei neuroni e modificano la nostra percezione del reale. Può essere, no?! Cioè, perché non potrebbe essere? Cioè, se l'universo è costituito dai cosiddetti "quanta" (ovvero fotoni che possono essere particella o onda e quindi non sapremo mai davvero se l'universo sia fatto di particelle o di onde), e che anzi tutto l’universo non è altro che una proiezione olografica dei nostri desideri, blocchi ed emozioni, bhè, allora auto-influenzarsi con degli stimoli positivi esterni può mitigare la falsa illusione che le cose negative siano davvero negative. E invece sono solo un' altro imprevisto da modellare a nostro piacimento. Tutto qui. Bhè è una teoria, e infatti piove ancora, anzi sembra stia aumentando. Continuerò a stirare e poi se non ha smesso, taglio l'ananas. (…) La mia idea della lettera è ancora in uno stato di negativismo potenziale. Quindi è meglio che non controlli ancora. (…) Esistono autrici comiche? Cioè, giusto per vedere l'altra faccia della medaglia. Woody Allen è un uomo, quindi la sua comicità è di un certo tipo. Magari una donna ha delle caratteristiche differenti, ci sto pensando ma non me ne vengono in mente. Farò una ricerchina più in là, sempre che non me ne dimentichi. E se non ne esistessero? Gesù! Allora la nostra società è davvero sessista, oppure le donne non sanno fare le registe o probabilmente hanno cose più importanti a cui pensare. Si ma cosa? I figli, la casa, la carriera, suppongo. E poi salvare il pianeta dall'inquinamento, il terzo mondo dalla fame, i diritti civili, la pena di morte, ambientaliste, ecco, le donne sono più pragmatiche. Gli uomini sono sognatori o materialisti. Non hanno una via di mezzo. O bianchi o neri. Le donne hanno invece quella qualità che fa si che riescano a mescolare l'utile al dilettevole. Invece gli uomini o giocano o combattono. Ed in entrambi i casi sono così prevedibili. (…) E piove. Alla fine uscirò comunque anche se continua a piovere. Vi immaginate? Magari esce il sole, mi convinco che la lettera sarà bella e invece è disgustosa. Quindi il sole non influisce sul presente. No, no, non funziona così. Ve lo dico io, la lettera è brutta (ipotizziamo), però c'è il sole, e quindi penseresti "bhè, sono un po’ depresso ma almeno è una bella giornata", oppure "bhè, sono depresso e per giunta piove...", è meglio con il sole no? Ma facciamo l'ipotesi che la lettera è bella, allora penseresti "evvai! sono felicissimo!!!" e magari fuori piove, cosa pensi? Che non è giusto, cioè, che anche il tempo debba riflettere il tuo stato d'animo altrimenti se sei felice quando piove allora ogni volta che piove saresti felice e quando c'è il sole anche, e che cacchio! uno mica può essere felice sempre! Oppure la lettera è bella e fuori c'è il sole, è esattamente come dovrebbero essere le cose. Causa-effetto. Ma quale delle due è la causa e quale l'effetto? Lascio decidere a voi. Mmmmh... fuori sta letteralmente diluviando... anche questo potrebbe avere un significato... non so, è solo che se continuo a fare avanti indietro tra il computer per scrivere questi miei pensieri e il tavolo da stiro, non finirò mai di stirare… e forse non smetterà mai nemmeno di piovere... allora una cosa alla volta. (…) Ecco ho finito di stirare, no, non è vero. (…) Ecco ora ho finito davvero. E quindi vi devo lasciare. (…) Cosa dite?! La lettera?! (…) Bhè, mica posso dirvelo. D’altronde la vita è fatta così, da qualche parte c'è per ognuno di noi una lettera in attesa di essere letta, se immaginate che essa sarà bella, allora tutta la giornata sarà bella, se all’opposto immaginate che sarà brutta: tutto sarà brutto. Invece sappiamo bene tutti che non è così, e per fortuna Dio ha inventato la psylocibina altrimenti sapete che noia, anzi... sapete che vi dico? Che mi pare stia uscendo il sole...

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0 recensioni:

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14 commenti:

  • Emiliano Rizzo il 23/04/2009 18:58
    ciao Gianluca, grazie del commento
  • Anonimo il 22/04/2009 18:17
    Finalmente qualcosa di buono... non condivido quella critica agli uomini (guarda su questo sito quanti ce ne sono e cosa creano!!) comunque bravo... non sai come ti capisco per il sole e la pioggia.!!!!
  • Emiliano Rizzo il 02/09/2008 19:56
    grazie Ariele del tuo commento... mi sono ispirato ai monologhi di allen
  • ariele a. il 02/09/2008 18:48
    un concentrato di idee... lo vedrei (con delle modifiche, ovviamente) come monologo in teatro, con questo personaggio (volutamente) caotico che stira come parla, cioè a ogni nuova idea prende una cosa dal cesto dei panni e comincia a stirare (la roba) e a esporre (l'idea), poi "concluso" l'argomento butta via l'idea e quello che stirava e via... altra idea altra roba, fino a trovarsi immerso in un cumulo di panni e di idee da "ristirare"...
    ah... anche io sono metereopatica... ma a me stirare è l'ultima cosa che verrebbe in mente! ciao!
  • Emiliano Rizzo il 17/05/2008 04:33
    x Marta: grazie! l'avevo scritta immaginando uno tipo alla Woody Allen, nevrotico, alterarsi tra la stiratura e lo scrivere al computer. Grazie.
  • Marta Niero il 17/05/2008 00:56
    l'ho letto immaginando di sentirlo recitato questo tuo simpatco e "schizzato" racconto... al maschile o al femminile questa voce? sinceramente non saprei, ma il tono stridulo sì, senza respiro.. una lettera, una vocale, una parola dietro l'altra.. un fiume in discesa..
    molto gradevole... lungo forse sì.. ma credo che nell'economia del racconto la lunghezza sia necessaria a sostenere l'effetto snervante dei pensieri che si affollano gli uni sugli altri..
    davvero simpatico,
    ciao
    M
  • Emiliano Rizzo il 15/05/2008 01:48
    x Nadia e Fulvio: grazie dei consigli nè terrò conto. x Francesco: ecco la versione per te : Dovrebbe arrivarmi una lettera, ma piove e non ho voglia di uscire.
  • Anonimo il 14/05/2008 23:58
    Allora, il peggio sono le camice. Dunque, stiri solo quella che ti serve, un colpetto al collo, al petto e ai polsini poi la indossi con sopra la giacca e in dieci minuti l'umidità calda del corpo fa il resto. Se superi gli ottanta kg, ne bastano otto. Di minuti. (Preso pari pari dal mio romanzo "Il Galletto Amburghese" pubblicato vent'anni fa. ediz. Il Genio spa/Alliani)
  • Emiliano Rizzo il 14/05/2008 20:09
    Naida, io ci provo a farmi aiutare, ma ognuno si sà ha già le proprie beghe a cui pensare!
  • Emiliano Rizzo il 14/05/2008 20:01
    Grazie Nadia della tua comprensione

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