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Giovane spleen

Suo padre compare all'entrata della stanza scortato dal collaboratore, quasi infastidito dall'aria di nebbia mattutina e da quella figlia, "donnetta instabile sempre più simile a sua madre", che l'ha chiamato in preda ad uno dei soliti disguidi e finte dimenticanze. Compare col viso contratto in un sorriso forzato a denti stretti, raggomitolato nel suo giaccone invernale da lavoro, troppo vecchio per essere buttato. Tra le guance, dolci e tenere fossette sembrano richiamarlo all'infanzia, come segni indelebili del suo modo di essere nonostante si ostini ad avere 50 anni circa. Con un lieve timore si affaccia alla stanza, nascosto nel giaccone e difeso dalle fossette, e sorride in cerca di qualcuno che possa aiutarlo in quell'assurda situazione. "Sei la solita", sembra dire a sua figlia, "la solita rompiscatole". Suo padre è un bambino cresciuto, un ragazzino spensierato imprigionato nel ruolo di operaio, padre, marito. Poca voglia di competere con sua moglie, quasi trovasse in lei lo stesso vigore della propria madre che, per anni ed anni, prima di quell'incontro, lo aveva nutrito, sgridato e pulito, come quando vostra madre vi puliva col tovagliolo le macchiette di sugo ai lati della bocca.
Suo padre ha paura di risvegliarsi dal suo sogno di giovinezza, non osa avvicinarsi alle faccende futili e ai piccoli litigi tra fratelli; "lasciatemi vivere in pace, non svegliatemi" sembra supplicare da quegli occhi ammorbiditi e furbi.
Ed è tra il sonno del padre che la madre infuriata scatena la sua ira; e tuoni, fulmini e lampi vengono lanciati da quel cielo offuscato ormai dall'abitudine e dalla stanchezza. È un veterano di guerra, sua madre. È l'anziano soldato, sua madre. Infreddolita dal gelido clima di casa, colpevole di aver cresciuto figli e padri, sua madre scalpita nelle sue poche forze in attesa di un obiettivo inesistente. Un veterano contro i mulini a vento, sua madre. Sua madre che specchia la propria figlia in un lago inquinato dal passato e confuso dal presente, sua figlia costretta ad osservare la sua figura informe e orrenda trasformata in quel cattivo riflesso. Può un destino essere deciso da variabili impazzite? da basi sbagliate e colme di pensieri negativi? Sua madre, che osa persino sputare nella figura della figlia. Ma lei non sa che quella figura è data dall'acqua del suo lago. È il lago ad essere inquinato e il riflesso è quindi informe. La situazione è pressapoco questa:
nel bosco, suo padre pesca in quel lago fischiettando un motivetto d'infanzia, e per un attimo si volta a guardare il contorno di una ragazza, in lontananza, che piange silenziosamente specchiandosi in quelle acque corrotte e sporche...

 

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3 commenti:

  • nemo numan il 23/07/2009 20:44
    bella
  • Andrea Pinto il 24/04/2009 00:01
    bravo!
  • Dino Greco il 21/11/2008 16:01
    L'immagine che dai è molto forte ed è bello come paragoni la figlia alla figura nell'acqua...

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