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Compagna di gioco

Quand’ero in prima media, ho conosciuto una bambina di quarta elementare di nome Cristina, nipote della mia vicina di casa, veniva da San Vittore Olona( Milano), sicura di sé e ottima compagna di gioco. Un giorno prendemmo un paio di sassi grossi dal cortile di casa mia, due tavole di colori ad acquerello e cominciammo a colorarli di tutti i colori possibili immaginabili. Poi ce li scambiammo e li mettemmo ognuna nel proprio cassetto del comodino.
Ricordo quell’estate come fosse ieri, poi lei partì e ritornò a San Vittore con il treno, arrivata mi chiamò e rimanemmo al telefono per tre quarti d’ora, lei mi raccontò della donna con le labbra grosse che la guardava come fosse ET, di suo papà che russava e di suo fratello che ascoltava la musica da far spaccare i timpani anche ad un sordo. Da quella telefonata, Cristina, sicura di sé e ottima compagna di gioco non si fece più sentire, e nemmeno io.
Quest’estate la ritrovai in piscina con suo fratello che ascoltava la musica ad un volume da far spaccare i timpani anche ad un sordo. Andammo a casa mia e prendemmo due sassi grossi dal cortile, due tavole di acquerelli, e li colorammo di tutti i colori, poi ce li scambiammo e li mettemmo nel cassetto del proprio comodino.

 

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2 commenti:

  • Len Hart il 16/06/2009 01:43
    great!
  • Alberto Veronese il 19/03/2009 19:43
    sono ritornato a leggerlo un bel po' di volte. complimenti. ciaociao.

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