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Data pubblicazione 29/05/2008       Numero di letture 937 letture     Commenti ricevuti 41 commenti     Su Facebook     Su twitter
Autore: fulvio musso
17 voti

L'attracco

La grossa barca scivolò silenziosa nel porticciolo; i potenti motori quasi muti. In plancia, un uomo solo, di mezza età. Lo scafo procedeva lento, alla ricerca di un improbabile spazio per l'ormeggio.
Subito qualcuno assunse a spettacolo la manovra come solitamente accade nei bacini piccoli e poco trafficati. L'uomo si adattò in uno spazio angusto presso l'imboccatura del porto e manovrò lentamente per volgere la poppa alla banchina. Poi il verricello gracchiò e l'ancora si infilò in acqua con un tonfo secco.

Allora, anche la donna notò la barca. Le apparve troppo ingombrante in un porticciolo così piccolo, ma ne apprezzò la linea filante e il candore delle vernici in sintonia con il nome: "Biancaluna". Poi guardò l'uomo che aveva capelli folti, i tratti decisi, l'abbronzatura esaltata dal bianco della felpa.
«Altezza, mezza bellezza» recitò piano la donna. Non si riferiva alla statura, appena regolare, del nuovo arrivato, ma constatava come un uomo, ritto sulla plancia della propria barca, appaia anche un po' più alto: è il padrone dei grandi spazi, il cavaliere che cavalca solitario il proprio sogno. Fa pensare ad un essere libero, temprato.
L'uomo azionava i pulsanti del verricello filando lentamente la catena dell’ancora e lasciando che l'abbrivio avvicinasse docilmente la poppa alla banchina. Saltò poi dalla passerella con le cime di ormeggio sotto l'occhio più o meno attento dei presenti.

La donna richiuse un libro dalla rilegatura turchina. La sua attenzione era assorbita ormai da questo solitario approdato nell'ora un po' misteriosa del crepuscolo. L'ora in cui le ombre allungano le loro braccia e i colori, e certe anime, si incupiscono.

Per fissare gli ormeggi, l’uomo dovette passare accanto alla donna che traversò con un'occhiata breve e intensa come sono spesso gli sguardi fra sconosciuti di sesso opposto; uno sguardo che si distese subito in un sorriso cui lei rispose. Non v'è miglior saluto: a differenza delle solite parole o cenni, il sorriso è un attestato di simpatia, è una piccola luce accesa per festeggiarti. ' anche la posa migliore per il clic della foto immaginaria che resterà in te.

Mentre rassettava sottocoperta, l'uomo sbirciò dall'oblò nella direzione della donna che sedeva a pochi metri. Poteva avere dieci anni meno di lui, i capelli bruni e sciolti, gli occhi mansueti e assorti avevano uno strano colore grigio di alba marina. Una figura bella, serena, e insieme sensuale. Un buon approdo per un navigatore solitario.


Fedeli ai rigorosi orari dei riti domestici, gli uomini del porto si allontanavano frettolosi e in breve rimasero soltanto loro due, avvolti dallo sciabordio del mare. Di lì a poco, lui sarebbe sceso a terra e già immaginava l'incontro.
Ad un tratto non la rivide. La cercò inutilmente con lo sguardo oltre lo spiazzo del porto, stringendo gli occhi per penetrare l'oscurità incombente. Sembrava scomparsa; soffiata via da una folata o risucchiata nei vortici lievi che vedeva serpeggiare in banchina. Forse l'aveva allontanata il timore di un luogo ormai buio e deserto o il vento sempre più pungente.
L'uomo scese in paese e, un po' inconsciamente, la cercò ancora. Nel fugace sguardo di lei, gli era sembrato di cogliere qualcosa: un sogno, forse. O un'attesa. Un segreto che avrebbe voluto scoprire.

Il vento, ormai molesto, penetrava la felpa dell'uomo spingendolo al rientro e nel confortevole tepore della cabina si ravvide: la bella sconosciuta si trovava chissà dove, immersa nei propri affetti, nella propria vita: una donna così non è mai sola. L’immagine di lei, tradotta in dolce malinconia, si sarebbe assopita col dondolio della barca.

Si vive anche, o soprattutto, delle cose che non accadono. E i solitari, a volte, coltivano sogni tanto dolci ch'è quasi un peccato ucciderli realizzandoli.

La mattina dopo, di buon'ora, la "Biancaluna" lasciò l'ormeggio.
In paese le prime finestre si schiudevano sonnacchiose o si spalancavano con vigore al nuovo giorno svelando la diversa indole dei loro abitanti.
Su di un vetro s'era condensato l'alito di qualcuno che assisteva alla manovra. Forse le labbra trattennero il respiro, perché l'impronta sul vetro, pian piano evaporò rivelando una chioma bruna e due occhi d'uno strano grigio di alba marina, fissi sull'uomo ritto in plancia, il padrone dei grandi spazi, il cavaliere che cavalcava libero il proprio sogno. Spiavano i suoi capelli agitati dal vento, quell’espressione decisa che lei aveva sperato di ritrovare al porto, l’abbronzatura esaltata dal candore degli indumenti, ormai confuso col candore della scia che man mano s'allontanava diventando sempre più piccola. Sempre più piccola nei pensieri.
E nei pensieri, sorridevano due piccoli sogni che s'erano appena salvata la vita.

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Racconto acquisito da Nautica Editrice
Pubblicaz. consentita citando la fonte: Nautica n. 396/95

 


41 commenti:

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  • Maria Teresa Deleo il 09/07/2008 23:32     [segnala un abuso]
    Scrittura perfetta. Complimenti.. era da un po' che che volevo farti visita, felice d'averlo fatto. terry
  • Giacomo Colosio il 25/06/2008 10:16     [segnala un abuso]
    Mon Dieu, che racconto! Stupendo come il precedente che ho letto, ora capisco perché la rivista Nautica li ha pubblicati. L'avessi saputo avrei fatto un abbonamento alla rivista. Di grazia, quanti ne ha pubblicati? Si possono avere in qualche modo oppure ha intenzione di farcene gentile omaggio?. Non ha pensato di riunirli in un libro dal titolo, che so, Storie di Mare?? Se decide di farlo me lo faccia sapere. Se permette ho deciso di inserirla fra i miei amici... mes copains. A presto e buona giornata, mio caro. Suo gi&ak
  • fulvio musso il 04/06/2008 18:04     [segnala un abuso]
    Grazie Marta,
    mi sembra di ricordare "Il potere" una tua poesia che m'era rimasta impressa. Commento poco le poesie. M'è più congegnale la narrativa. Ciao
  • Marta Niero il 02/06/2008 19:46     [segnala un abuso]
    veramente suggestivo... immagini nitide come fotogrammi d'un film
    "si vive anche, o soprattutto delle cose che non accadono..." eh sì, sono i nostri film interiori che ci creiamo, che alimentiamo.. che ci tengono vivi.
    complimenti
    M
  • fulvio musso il 02/06/2008 11:28     [segnala un abuso]
    Grazie Lucia. Quanto ti invitai in questa mia casetta ero certo che ti saresti sentita come a casa tua anche perché è zeppa di amici. Ti abbraccio.
  • fulvio musso il 02/06/2008 10:38     [segnala un abuso]
    Emiliano! Finale romantico e suggestivo!
  • Emiliano Rizzo il 01/06/2008 21:19     [segnala un abuso]
    Forma: 10. Finale: acido.
  • lucia piombo il 01/06/2008 11:47     [segnala un abuso]
    " il sorriso è un attestato di simpatia, è una piccola luce accesa per festeggiarti. �' anche la posa migliore per il clic della foto immaginaria che resterà in te.

    Si vive anche, o soprattutto, delle cose che non accadono. E i solitari, a volte, coltivano sogni tanto dolci ch'è quasi un peccato ucciderli realizzandoli.

    E nei pensieri, sorridevano due piccoli sogni che s'erano appena salvata la vita."

    Fulvio!
    Bellissimo!!!!! ti manderò appena possibile un messaggio... sono felice che qualcuno scriva ancora così!
    :bacio: :bacio: :bacio:
  • fulvio musso il 01/06/2008 00:24     [segnala un abuso]
    Marilena
    Alessio
    Linda
    Nicoletta
    Vincenzo
    Giacomo
    Margherita
    Francesco
    Sarah
    Naida
    Live Love
    Charlotte
    Ugo
    Adele
    Oceano
    Etrus
    Grazie a tutti voi per aver riempito questa mia casetta. Cha bella festa! Grazie ancora.
  • il 30/05/2008 23:12     [segnala un abuso]
    Indubbiamente un gran bel racconto, pieno di poesia, complimenti.
  • il 30/05/2008 19:54     [segnala un abuso]
    Molto bella, mi vien da dire che, a volte, è più intenso l'incrociarsi di sguardi, l'attesa, che non un reale, anche se magari momentaneo, coinvolgimento... Che strani siamo, ci colpisce e fa sognare ciò che non avviene.
  • Alessio Cosso il 30/05/2008 17:43     [segnala un abuso]
    ... bello, bello davvero...

    complimenti, mi ha commosso...
  • linda linda il 30/05/2008 17:32     [segnala un abuso]
    Caro Fulvio, ti ho letto molto volentieri, poi ho dato un'occhiatina ai commenti ricevuti, caspita "a furor di popolo" si sono fermati tutti quì. A premettere che non riesco a trovare parole mi associo a ciò che ti lascia detto Francesco Flaiano.
  • nicoletta spina il 30/05/2008 17:23     [segnala un abuso]
    Caro Fulvio, credo che farò anch'io come Franceso, me lo stampo così potrò rileggerlo con calma quando ho voglia di sognare...
    Non ascoltare i ragli degli asini, non salgono in cielo...
  • il 30/05/2008 16:25     [segnala un abuso]
    Questo racconto, sarebbe stato bello leggero sfogliandolo, con il profumo del suo mare. L'attracco nello spazio di un semicerchio, nel percorso di una pagina dopo l'altra.. Bellissomo. Ciao
  • il 30/05/2008 13:19     [segnala un abuso]
    CONCORDO CON NICOLO' CAROSIO ( COLOSIO)
  • il 30/05/2008 12:41     [segnala un abuso]
    Caro fulvio, rammento a te e a chi ti legge che il termine "bisecolo" di etimo napoletano è un attrezzo da calzolaio che ha la funzione di lisciare togliendo le asperità ai tacchi e alle suole. Può essere usato come sinonimo di "far le scarpe" o di " correttore di imprecisioni" ... in entrambi i casi per adempiere a questo compito si deve essere una persona superiore a quella alla quale si vuol fare le scarpe o a colui che si vuol "Bisecolare"... ora noi tutti che il mondo l'abbiamo visto diverse volte sappiamo che i Napoletani hanno un'ottima verve umoristica... se la prendiamo sotto questa luce certi commenti trovano una collocazione accettabile... se invece non fosse così allora il mio consiglio al bisecolator di scarpe è quello di farsi un giro su un sito più consono alla sua indole lassciando in pace noi attempati scrittori e/o poeti. Ciao e continua a dilettarci con i tuoi bellissimi racconti. 5 stelle per questo.
  • margherita de simone il 30/05/2008 11:46     [segnala un abuso]
    Questa editrice son passata a mirare giuro encomio, ti confesso amerei come estimatore del mio ego poter scrivere un giallo, magari misto a noir, non sai quanto son ricercati! La tua vena è ottima ed anche poetica nello snodo, come tanti piccoli falò, inaspettati e braci di quel certo non so che a cui si da nome di speciale e personalissimo
  • il 30/05/2008 11:35     [segnala un abuso]
    Fulvio, sei riuscito a farmi sognare. Hai un talento nei racconti. Questo è bellissimo, intenso, carico di sensazioni che trasmetti al lettore. L'ho letto d'un fiato, ma come faccio sempre con le cose migliori che trovo sul sito lo stampero' per rileggerlo a casa con calma (e ho pochissime stampe a casa...). Cresce la mia stima nei tuoi confronti e cresce l'ammirazione per la tua mano... che è collegata benissimo al tuo cervello creativo. 5 stelle, anche se a questi livelli non contano niente. Bravo!
  • fulvio musso il 30/05/2008 10:57     [segnala un abuso]
    Io non capisco bene questo tsunami di commenti e di emozioni forse perché sono commosso. Poi, quando mi passa ci penserò, valuterò. Intanto vi abbraccio tutti.
  • il 30/05/2008 10:45     [segnala un abuso]
    Bello, dolce e ben scritto come sempre.
  • il 30/05/2008 10:36     [segnala un abuso]
    da naida a Fulvio, scusa del battibecco con Live, ti lascio con un affettuoso ciao e 5 stelle.
  • il 30/05/2008 10:33     [segnala un abuso]
    Ero sicura che il commento l'avevi rilasciato tu. Per una volta sono daccordo con te mio caro psicologo live, Fulvio osserva, considera, concepisce a grandi dimensioni, ma anche a grandi linee, poichè e così che sente se stesso.
  • Live Love il 30/05/2008 10:05     [segnala un abuso]
    Bravo Fulvio, ho preso in esame l'argomento, ho rovistato il tuo materiale, ed ho registrato un contenimento d'impulso vitale e di emozioni di una comunicativa calorosa. Abilità nell’esprimere il suggestivo delle cose (data la capacità di percepirlo) Tendenza ad operare. Tendenza ad esprimere e esprimersi (mediante la comunicazione scritta) bravo. Noto anche con piacere che vieni letto da parecche autrici x linda, non c'è solo il colore nel racconto.
  • il 30/05/2008 09:28     [segnala un abuso]
    Sono passata per darti le stelline... nella foga di scrivere il commento me ne sono dimenticata!!!! 5 sono poche per te. Ma ahimè è il massimo che mi è concesso fare!
    Un bacio.
    Ch.
  • linda linda il 30/05/2008 09:20     [segnala un abuso]
    Ambientato nel blu, il colore che rappresenta i legami di cui ci si circonda, per sentirci stabili, sicuri, liberi da ogni tensione, in una situazione equilibrata ed armoniosa.
  • linda linda il 30/05/2008 09:19     [segnala un abuso]
    Ambientato nel blu, colore che rappresenta i legami di cui ci si circonda, per sentirci stabili, sicuri, liberi da ogni tensione, in una situazione equilibrata ed armoniosa. Rappresenta l'unione, un sentimento di appartenenza e perciò la fedeltà.
  • Ugo Mastrogiovanni il 30/05/2008 09:13     [segnala un abuso]
    Non ci ha regalato qualche minuto dolce, ci hai accompagnato in sogno che solo tu hai il dono di impastire.
  • fulvio musso il 29/05/2008 23:09     [segnala un abuso]
    Adele:
    Ugo:
    Grazie dei vostri competenti commenti di letterata e di prestigioso poeta. Sono felice d'avervi regalato qualche minuto dolce.

    Nicoletta:
    Ormai sei diventata una mia devota e sensibile lettrice. È la vostra sensibilità a far più belli i miei raccontini.

    Oceano Mare:
    Vedo con grande piacere che accetti sempre l'invito in questa mia casetta della narrativa che non è nemmeno alternativa al vostro spazio poetico, ma è solo poesia in prosa. Grazie cara

    A Naida:
    è un piacere scrivere per lettori così sensibiliti. È anche uno stimolo a non deludervi mai, almeno, lo spero.
  • nicoletta spina il 29/05/2008 22:32     [segnala un abuso]
    È un navigare nei sogni che profuma dolcemente...
    con il retrogusto nostalgico dell'incontro mancato.
    Forse la poesia e la bellezza sono proprio lì, nel vivere ciò
    che si può solo immaginare, nel mondo interiore di un lupo si mare... Racconto stupendo!
  • il 29/05/2008 21:36     [segnala un abuso]
    Bellissimo racconto, caro Fulvio. Prosa nitida e struggente dolcezza. Adele.
  • il 29/05/2008 18:43     [segnala un abuso]
    chi so sti due briatore e la gregoraci?
  • il 29/05/2008 17:09     [segnala un abuso]
    un bellissimo racconto, ricco di poesia e di immagini delicate... un uomo e una donna che si sfiorano per un istante... un magico istante... bellisima!!
    Ciao lupo di mare
  • fulvio musso il 29/05/2008 12:17     [segnala un abuso]
    A Charlotte: "si vive anche o soprattutto delle cose che non accadono" ma qui, fra di noi, ne facciamo accadere tante di cose, nei cuori. Un bacio (mi sono appena sbarbato e profumo silvestre)
  • fulvio musso il 29/05/2008 12:13     [segnala un abuso]
    Ci si ritrova Etrus, che bello. Vedo che mi affianchi nei racc. di oggi. Ti leggerò stasera perché sto partendo x Milano e la pioggia incattiv. il traffico. Ciao e grazie
  • il 29/05/2008 11:54     [segnala un abuso]
    Appuntamento mancato, destino al bivio. Si può anche ricordare qualcosa di non accaduto ed allora si dice "nostalgia". E.
  • il 29/05/2008 11:28     [segnala un abuso]
    "si vive soprattutto delle cose che non accadono". Mi trovi pienamente d'accordo. Poesia nella prosa. Non tutti ci riescono. Complimenti. CH
  • Ugo Mastrogiovanni il 29/05/2008 10:33     [segnala un abuso]
    Ancora tanta dolcezza in questo racconto: lo definirei un trionfo di galanteria e preziosismo espressivo. La navigata…esperienza del narratore non mi toglie dalla mente che potrebbe essere lui il protagonista della storia!
  • il 29/05/2008 10:27     [segnala un abuso]
    nella comunicazione empatica, nel parlare di ciò che si sente, accade una magia: si crea uno spazio reale di contatto con l’altro, si genera energia e si sente di appartenere ad un territorio comune, ma non per me, purtroppo il mare è il mio peggior nemico.
  • fulvio musso il 29/05/2008 10:22     [segnala un abuso]
    Caro Giacomo, grazie delle 5 stelle che presto non saranno più tali per via del solito "cecchino" (vezzeggiativo per l'enigmista Giacomo). Ma tutti noi sappiamo che contano quelle che s'accendono nel cuore. Grazie amico
  • il 29/05/2008 10:06     [segnala un abuso]
    Se non è poesia la frase finale dimmelo tu cos'è??? Bravissimo come sempre... il tipo di racconto poi, per un uomo di mare come me, fa sognare davvero. Massimo voto per un grande scrittore.



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Qual è l'età in cui conosciamo il giusto e l'ingiusto? L'età in cui sappiamo che due più due fa quattro

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