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Le vecchie storie

Una vecchia signora sta seduta dietro la finestra di casa, per ricamare. Sta seduta lì tutti i giorni e nei pomeriggi di sole, quando i vetri della finestra sono aperti, io mi fermo per chiacchierare.
L'ho conosciuta per caso, un giorno che sono passato sul marciapiede. Abbiamo fatto amicizia e da allora tutte le volte che passo mi fermo per salutarla e ascoltare le sue storie.
La signora si chiama Olga, ha 87 anni, e un po' alla volta mi sta raccontando tutta la storia della sua vita. È una storia lunga e complessa, più avvincente di un romanzo a puntate, più attraente di un film, poiché questa è una storia vera.
Suo padre ferroviere era sto trasferito in un altro paese, come sostituto. Nella trattoria di quel paese, tutte le sere arrivava una ragazza a portare il latte. La ragazza proveniva da una famiglia con 11 figli ed era poverissima. Sei mesi dopo i due si sposarono; nacque una bambina (Olga, la vecchia signora) e dopo otto anni si trasferirono qui. I primi ricordi di scuola, la casa nuova, la vita del paese
A 16 anni Olga conobbe un giovanotto che andava a trovarla in segreto. Gli incontri romantici col fidanzato avvenivano sulla soglia di casa, mentre i genitori erano a letto a dormire. Nelle gelide notti invernali, i due innamorati stavano sulla soglia mentre nella via c'era solo neve e chiaro di luna. Questo è il ricordo più bello della sua vita.
I genitori morirono, lei si sposò e dopo alcuni anni rimase vedova. Ebbe problemi di salute, disgrazie, lutti in famiglia.
Tanti problemi, vicissitudini, cambiamenti. Terribili cambiamenti: le case vecchie venivano abbattute, altre sorgevano; alcune famiglie sparivano, altre si formavano. Il paese lentamente si trasformava mentre lei rimaneva sempre al suo posto, nella sua casa, dietro alla sua finestra, per ricamare.
Un pomeriggio di ottobre con il sole fioco, la signora Olga continua il suo racconto: "All'età di 50 anni ho sognato un essere luminoso, bellissimo, forse uno Spirito Guida. Io gli ho chiesto qualcosa, qualcosa che desideravo intensamente e lo Spirito mi ha sorriso e ha accennato di sì con la testa. Ma al risveglio ho dimenticato che cosa gli avevo chiesto. Ho sempre ricordato il sogno, ma non la mia richiesta. Adesso però, forse lo so."
"E cosa aveva richiesto?" chiedo.
"Vede, io penso che Dio ha sbagliato a mettere la morte e la sofferenza nel mondo. Sarebbe stato meglio se faceva alcune creature e le manteneva uguali per sempre. Io ho chiesto di poter morire di notte, nel mio letto, senza soffrire. Una sera come tutte le altre andrò a letto e al mattino non mi sveglierò. Quando andrò via da questa casa desidero farlo per l'eternità. Questa è stata la mia richiesta e spero che venga esaudita. E poi, per me sarà il buio, il silenzio della tomba dove i vermi rodono fra il marciume e il fetore".
Io proseguo la mia passeggiata ma sono perplesso. Quando la signora Olga sparirà, il mondo avrà perduto una cosa grande e bella, ma come al solito, pochi se ne accorgeranno.

Ottobre 2002

 

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