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Amore interessato

Con Giulia non ho mai avuto tanta fortuna. Vado a trovarla tutte le volte che passo da Begosso, ma lei è spesso indaffarata. Non è sgarbata, ma rimane poco tempo a chiacchierare con me, poi ha sempre qualche lavoro da fare o qualche posto dove andare.
Non so. Forse io non sono il tipo giusto per lei. Neanche lei è il mio tipo, però non è da disprezzare. È una bellezza sfiorita per l'età, un po' disordinata, che vive con la zia in una casetta in periferia.
Non sono mai riuscito ad amoreggiare, e nemmeno a diventare suo amico confidenziale. La nostra è una amicizia superficiale, incominciata per caso alla fiera, tanti anni fa. Una amicizia che dura perché io mi prendo il disturbo di fermarmi a casa sua quando passo di là. E questo succede 4 o 5 volte all'anno, sempre in estate.
Anche oggi vado a trovare Giulia, senza farmi grandi illusioni. Suono il campanello e la ragazza viene ad aprirmi; ha i capelli sciolti e un vestitino corto che lascia scoperte le belle gambe. Devo dire che è ancora piacente e attraente, anche perché mi sorride invitandomi ad entrare.
Come le altre volte entro in cucina e mi offre da bere. Mentre la zia è di sopra per riposare, noi restiamo a parlare di cose poco importanti: il paese, i parenti, i vicini di casa
Ma oggi c'è qualcosa di diverso. Lei, anziché sedersi dall'altra parte della tavola, si siede su una sedia vicino a me. E mentre parla si avvicina ancora di più. Sento la presenza del corpo femminile, vedo i seni che si sollevano col respiro. Anche il viso mi è molto vicino; mi guarda negli occhi e a volte, gesticolando, mi tocca come per caso.
Cosa devo fare? Abbracciarla? Baciarla? Perché questo sta succedendo oggi e non le volte precedenti? Forse la ragazza incomincia a cedere Aspetto ancora un poco.
In questo momento Giulia mi sta raccontando la storia di una vecchia disputa con i vicini. Per risolverla bisogna misurare i confini e fare delle ricerche all'ufficio del catasto. Le prometto di aiutarla, e dopo, poiché non mi resta più tempo, la saluto e vado via.
Il giorno dopo, penso che ho fatto male a prendermi un impegno così gravoso che richiede perdite di tempo e forse anche di denaro. Perciò quando passo da Begosso vado a casa di Giulia. La ragazza non c'è, ma spiego alla zia che io non ho il tempo né la competenza per fare questo lavoro. Poi do l'indirizzo di un amico geometra al quale può rivolgersi. La vecchia signora mi ringrazia e io vado via soddisfatto.
Un mese dopo torno a casa di Giulia. Col pretesto di sapere come sono andate le verifiche, avrò tutto il pomeriggio per stare in sua compagnia e forse riuscirò a baciarla e accarezzarla.
Ma mi aspetta una brutta sorpresa. Giulia viene ad aprirmi; è seria e scontrosa. Mi dice che oggi deve pulire i pavimenti e rientra subito in casa chiudendo la porta.
Non ritornerò più qui. Giulia era gentile solamente perché progettava di servirsi di me. Poiché io non l'ho aiutata, adesso lei mi butta via come una cosa che non serve. Il suo era un amore interessato. Ma esiste veramente quello disinteressato?

Settembre 2002

 

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4 commenti:

  • Ettorina Gerbelli il 30/05/2010 18:24
    Si esiste veramente l'amore disinteressato e quasi sempre è quello vero.
  • Anonimo il 10/04/2010 22:22
    Non sono un fan di test psicologici e in molti tuoi intrecci di questo racconto mi ci sono perso, ma direi che la pienezza di questo racconto e proprio cercare di essere nei panni del protagonista. In fondo il testo è scritto bene e la delusione l'abbiamo provata tutti chi più e chi meno, quindi sentimenti molto comprensibili

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