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Delirio di un prigioniero

Quanto tempo era passato da quando si trovava chiuso in quella cella, solo, solo con i suoi pensieri che, crudeli, continuavano a perseguitarlo senza sosta?

Quanto tempo era passato da quando si trovava chiuso in quella cella, sporca, umida, senza neanche una finestra che potesse fargli intravedere uno scorcio di cielo e con l'unica compagnia della sua ragione che però, come tutto e tutti, col passare dei giorni, lo andava abbandonando?

Non lo avrebbe saputo dire... un'ora... un giorno... un mese... un anno... una vita?

Sbiaditi ricordi erano ormai quella della sua vita passata, quando era ancora un cavaliere e la gloria e la fama e la ricchezza lo circondavano. Cos'era mai successo, dunque, per ridurlo in quello stato?





Pazzia o ragione?

Aveva perso il senno o forse, in quel giorno ormai lontano, lo aveva finalmente ritrovato dopo una vita passata nella follia?





Domande, mille domande senza risposta si affacciavano alla sua mente, girando ad un ritmo vorticoso. Sarebbe mai riuscito a trovare una risposta? Ci aveva provato e riprovato, aveva avuto tanto tempo per pensare, ma non era giunto a nessuna conclusione;

Chi allora possedeva quelle risposte?

Dio? No, sicuramente no... quante lunghissime ore aveva passato a pregare, con fervente intensità, quante lacrime aveva versato su quel duro pavimento di pietra senza che nessuno venisse a confortarlo, e soprattutto Lui?

E dunque, esisteva davvero un Dio? E se si, perchè continuava a farlo soffrire in quel modo, torturandolo ancora e ancora?

Quante ore passate a pensare, a pensare a ciò che era stato, a ciò che era e che sarebbe potuto essere, ma soprattutto a pensare alla sua condizione. Perchè si trovava lì? Per aver avuto il coraggio di seguire la propria coscienza, per aver protetto le persone sbagliate.

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 10/04/2012 18:01
    devo ammettere che ho "sentito"
    la follia di quest'uomo,
    ottimo racconto,
    complimenti.

2 commenti:

  • Fabrizio Carollo il 01/06/2009 20:51
    Poteva essere più sviluppato, anche se la descrizione delle sensazioni è molto valida.

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