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Non di fianco

La neve cade a un metro e cade dritta,
e sento di poter governare la tempesta che ho sempre schivato.
Mi batte in testa, picchia addosso,
rosso vivo come l'unghia dentro il sangue... ma non la temo.
Lei provoca e io sfido, mi rivesto di verde come carta su panno, e gioco la partita senza nulla da perdere, non ho nulla da perdere adesso!
Ma Dio, perché soltanto adesso è tutto chiaro?
Solo adesso guardo in faccia alle responsabilità, al pudore, ai quadrati, ai prefissi, alle intenzioni, alle previsioni.
A te che mi guardi e che sai chi sono.
A me che mi ostino ad essere ciò che vedi.
A me, sotto la tempesta, ma con un piede al riparo, troppo saggio per saltare, troppo stupido per capire, troppo complicato per guardare e non interpretare, guardare e soffrire, così...
Sotto. Dentro.
Non di fianco.

 

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2 commenti:

  • Kristian Shalem il 03/04/2013 14:57
    per anonimo:
    hai ragione è scollegato!
    mi commenterei esattamente come mi hai commetato tu.

    grazie per il commento
  • Anonimo il 17/07/2011 22:24
    Il racconto crea un'immagine e questo mi dà l'opportunità di dirti che è fatto bene.
    Ora se ti dico che mi piacciono le immagini ma è leggermente scollegato ad una prima lettura, non pensare che lo voglia fare nel mio stile.
    Hai una cattiveria eccitante ma lo vorrei che trapanasse la testa... e credo tu ne abbia le qualità.

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