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Possibilità Ironiche

Questa forse è la volta buona, pensò il povero Timothy fissando il piatto ancora vuoto davanti a sé.
Ma non voglio accelerare con la fantasia, bisogna stare con i piedi per terra, ma questa forse è la volta buona. Sorrise sotto i baffi senza farsi accorgere.
"A che pensi?"
Se n'è accorta. Ecco la solita domanda... bisogna raccontarle qualche aneddoto che mi ha fatto sorridere in passato.
"L'ultima volta che ho mangiato qui mi sono abbuffato di cozze, uscendo mi sono attaccato ad uno scoglio per solidarietà"
Lei lo fissò interdetta scrutando la possibilità che l'avesse fatto sul serio.
"Beh, non le prendere stasera"
Che risposta del cazzo...
Questa m'annoia di sicuro. No no... basta, l'hai appena conosciuta, dalle una possibilità, sei un po' troppo frettoloso nei giudizi.

Timothy alzò lo sguardo seguendo il cameriere che si stava avvicinando per chiedere le ordinazioni.
Era l'ennesima prova. Dopo anni di fallimenti con il gentilsesso iniziava a pensare che non avrebbe mai trovato la sua anima gemella.
Questa era bella, fianchi alti e seno prosperoso, un naso aquilino non troppo marcato che le dava personalità, almeno in apparenza; capelli ricci e corvini in cui qualsiasi uomo avrebbe voluto affondare la faccia e addormentarsi dopo una serata speciale.
Indossava un vestito lungo marrone, sicuramente se le avesse detto "Mi piace questo vestito marrone" avrebbe risposto: "Non è marrone, è testa di moro". Le si chiudeva intorno al collo coprendo la scollatura ma lasciando le spalle e la schiena scoperte. Una finta puritana doppiogiochista. Il pensiero lo fece sorridere di nuovo.

"Prendo le cozze"
Lei incrociò le braccia sul tavolo puntellandosi sui gomiti e lo guardò sorridendo. Poi alzò la testa rivolgendosi al cameriere. "Anch'io"

Timothy comprese con soddisfazione che la commensale iniziava ad ingranare con la sua ironia. Avrebbe potuto portarsela a letto quella sera, da come si atteggiava con lui sembrava anche fin troppo facile che fosse accaduto. Ma era stufo delle avventurine, ormai aveva tirato le somme sulla belle epoque del "stasera a casa mia, poi si vedrà", gli avevano lasciato più amarezze che soddisfazioni. Quando andava a letto con una ragazza, anche conosciuta da poco, si affezionava.
"Un incurabile romantico" gli avrebbe risposto con sarcasmo anche questa donna se le avesse spiegato come la pensava.
Timothy non era stato sempre fedele, ma prendeva il sesso come il matrimonio, una volta fatto creava un legame, e l'abbandono lo faceva soffrire molto più di quanto dava a vedere.

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2 commenti:

  • Verdiana Maggiorelli il 10/10/2010 16:50
    "... associava facilmente una femmina ironica con una donna matura". Credo che tu abbia ragione e che valga anche per gli uomini. È un mezzo in più per afferrare la vita, dice il mio amico Rilke, anche se consiglia di non lasciarsene dominare, a scapito delle profonde cose
    dell'animo umano... Il tuo racconto è gradevole e ben condotto, anche se avrei preferito un finale più sottile e spiazzante.
  • Giorgia Spurio il 09/11/2009 01:31
    molto molto carina!
    anzi molto bello questo racconto.
    mi piace un sacco.
    è sarcastico, è ironico, è scorrevole..
    ma nello stesso tempo psicologico.
    l'ironia è spesso un tema non affrontato, eppure qui finalmente qualcuno lo ha fatto.
    penso che sia importantissima l'ironia, è un'arma molto utile per affrontare la vita.
    ed è davvero "una cozza amara" incontrare persone che non capiscono la tua ironia o che non ne sanno nemmeno dove andarla a pescare.

    bellissimo racconto!!!!!

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